Minuto di silenzio per Bossi, consigliere dem di Milano: “Sdoganò il razzismo, chiedo scusa ai cittadini”. Bagarre in Aula
L’aula del Consiglio comunale di Milano ha voluto ricordare con un minuto di silenzio la morte di Umberto Bossi, il fondatore della Lega scomparso a 84 anni la settimana scorsa, che nella sua carriera politica è stato anche consigliere comunale a Milano. Ma la commemorazione è finita in bagarre con urla e accuse tra maggioranza e opposizione e la sospensione della seduta. La vice presidente dell’aula Roberta Osculati ha spiegato che “personalmente, pur appartenendo a una cultura politica distante nei modi, nei toni e nelle idee, da quella di Umberto Bossi, non posso che unirmi ai tanti commentatori che ne hanno riconosciuto le doti di leadership e soprattutto la capacità di lettura della società, certamente di una parte di quella del Nord Italia, tra la fine degli anni ’80 e ’90, e di coinvolgimento di tante e tanti in un progetto politico nato in Lombardia e poi cresciuto in tutto il Paese”.
Il capogruppo della Lega in Comune Alessandro Verri ha ricordato anche lui il fondatore del partito subito dopo. Fino a quando non ha preso la parola il consigliere del Pd Michele Albiani che ha criticato il fatto di tributare un minuto di silenzio nell’aula consiliare a Bossi, “colui che ha sdoganato l’odio nei confronti di chi non è del Nord, colui che aveva detto mai con i fascisti – ha spiegato -. Vergogna, avete fatto un minuto di silenzio per chi ha sdoganato questo razzismo”. Dai banchi del centrodestra sono partite quindi le urla e le proteste, “vergogna, stai zitto”, ha urlato Verri cercando di impedire al Dem di proseguire con il suo intervento. Tra le proteste dei consiglieri la seduta è quindi stata sospesa per alcuni minuti per poi riprendere quando la situazione si è calmata.
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