Sondaggi elettorali Noto, salgono Pd, M5S, Lega e FI
Solo il 55% degli ex astenuti elettori al referendum tornerebbe a votare alle politiche
Passato il referendum è tempo di verificare l’impatto che ha avuto sulle intenzioni di voto per i partiti. Secondo i sondaggi elettorali di Noto in realtà è un impatto limitato, il centrodestra non ne esce indebolito, anzi.
Fratelli d’Italia, al 29%, registrauna flessione dello 0,5% rispetto all’inizio di marzo, ma per gli alleati c’è una crescita: la Lega guadagna addirittura l’1% e si porta all’8%, recuperando parte delle perdite subite a causa di Vannacci, mentre Forza Italia sale di mezzo punto raggiungendo quota 8,5%. Noi Moderati è stabile all’1,5%, mentre l’UDC, sondata anch’essa da Noto fa registrare un lieve progresso dello 0,2% portandosi allo 0,3%.
Fa il suo esordio anche in queste intenzioni di voto Futuro Nazionale di Vannacci, che viene accreditata del 3%.
Sul fronte delle opposizioni, il Pd cresce di mezzo punto al 22,0%, come il Movimento 5 Stelle, che si porta al 13%. Al contrario, l’alleanza Verdi-Sinistra subisce una contrazione di mezzo punto, scendendo al 6% dei consensi.
Nell’area centrista e liberale, sia Azione che Casa Riformista-IV perdono lo 0,5% e scendono rispettivamente al 3% e al 2%, mentre rimane invariato il dato di +Europa all’1%.
Gli altri partiti salgono infine al 2,7% con un incremento dello 0,7% e, dato rilevante, è previsto un aumento dell’affluenza dal 57% al 60%
Sondaggi elettorali Noto, per il 57% Meloni non si deve dimettere
Un dato rilevante dell’analisi post-referendum è che nonostante l’esito del voto, la maggioranza degli italiani ritiene che il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni non debba dimettersi: il 57% è contro l’abbandono dell’incarico, solo il 29% che invece auspica le dimissioni della premier, mentre il 14% è incerto.
Tra chi ha votato Sì a essere per la fine dell’esperienza di governo è una maggioranza del 53%, ma non sono pochi, il 30%, quelli contrari, mentre tra gli elettori del Sì questi ultimi sono ben il 92%.
Ci sono altri dati che dicono che l’esito del referendum non si tradurrebbe automaticamente in una sconfitta per il centrodestra. Tra chi si era astenuto alle precedenti elezioni e invece ha votato il 22 e 23 marzo, esprimendosi al 58% per il No, solo il 55% dichiara che oggi si recherebbe alle urne se ci fossero elezioni politiche, mentre il 40% rimarrebbe orientato verso l’astensione e il 5% non esprime una posizione.
Per questi sondaggi elettorali tra chi voterebbe solo il 42% voterebbe Pd, M5S o altri partiti di opposizione, mentre il 35% per uno di governo, con un gap del 7%, al contrario di quello del 16% che si è visto tra No e Sì al referendum. Quindi tanti degli astenuti che sono contro la maggioranza e che si erano espressi il 22-23 marzo non tornerebbero a fare una scelta analoga alle politiche.
L'articolo Sondaggi elettorali Noto, salgono Pd, M5S, Lega e FI proviene da Termometro Politico.