Fabbroni, Bucchioni, Lambaerts, Ordine, Ramazzotti a Un Calcio alla Radio
Enzo Bucchioni: “Ecco come sfrutterei Pio Esposito in Nazionale. Italia mai la più forte ai Mondiali”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Enzo Bucchioni: “Non siamo una nazionale fortissima, ma Gattuso ha fatto bene a dire che c’è un clima di massacro assoluto. Noi non siamo mai stati i più forti quando abbiamo vinto i Mondiali. Il nostro calcio è in crisi dal punto di vista di riforme che non sono state fatte, le idee…All’interno di questo, però c’è un movimento calcistico diverso dal 2018. Ricorderete l’ammutinamento dei giocatori. Dopo l’Europeo 2021 bisognava ricominciare con un altro ct, si era esaurito il ciclo, la squadra non c’era più. I casi Macedonia e Svezia sono irripetibili. Io oggi sono fiducioso, perché Gattuso ha costruito la carriera sul lavoro, sulla rabbia…Spalletti non ha capito che il gioco viene dopo, bisognava costruire il gruppo come fatto da Gattuso. Ora ci sono giocatori protagonisti in Premier League, ci sono giocatori dell’Inter, poi Retegui e Kean sono internazionali e se Palestra dovesse giocare, è tra i giovani più determinanti in Europa. Gattuso ha portato senso di appartenenza a Coverciano. Il problema è raggiungere questo Mondiale. Pio Esposito cosa può dare? Gattuso ha lavorato molto su Retegui e Kean, sembrano essere in sintonia. Però Pio Esposito è una risorsa vera. Un giocatore che fa gol. Gioca in armonia con i compagni di reparto. Palestra e Pio Esposito sono i giocatori del futuro della Nazionale”
Geert Lambaerts: “Lukaku resta in Belgio, l’anno prossimo ancora al Napoli. De Bruyne vuole vincere in Italia”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto il giornalista belga di HLN & VTM Niews Geert Lambaerts: “Era un po’ una sorpresa per noi la convocazione di Lukaku, ma ha deciso assieme a Rudi Garcia di restare in Belgio. La squadra è partita questa mattina per andare ad Atlanta. Romelu ha pensato di restare. Non è ancora al 100%. Meglio che lavori, perché ad aprile e maggio sarà necessario giocare di più. Non bastano 5-7 minuti a partita. Lukaku ci sarà al Mondiale? Sì, perché ai Mondiali in Qatar è stato un disastro. Abbiamo parlato con Romelu a gennaio, all’evento in cui ha ritirato il premio da miglior belga all’estero, ha detto due volte che sarebbe voluto ritornare al Mondiale. Paragone tra Italia e Belgio? Nel Belgio si cerca ancora la migliore formazione. De Bruyne sta tornando, Doku sta giocando bene al Manchester City. Ma in difesa abbiamo dei punti deboli. Courtois sarà pronto per il Mondiale, ma quali possibilità ci saranno per il Belgio di andare avanti nella competizione con questa difesa. Penso che anche ct Gattuso stia cercando la miglior formazione. Come ci spieghiamo che De Bruyne sia tornato meglio? Avrà mangiato la pizza anche qui in Belgio (ride ndr). Kevin ha 34 anni, conosce il suo corpo, sa cosa ha bisogno per rientrare. È arrivato ad un punto della sua carriera che sa cosa ha bisogno. Penso che nei prossimi due mesi in Serie A mostrerà il suo valore. Rudi Garcia dice che Kevin è un genio, ha sicuramente delle qualità enormi. È il nostro miglior giocatore. Ha ottenuto tutto quello che si potesse ottenere in carriera, ma vuole dimostrare ancora una volta di vincere. Vuole vincere anche a Napoli. Se non avesse avuto questa voglia sarebbe andato dove c’è una pressione differente, come l’Arabia o gli Stati Uniti. Lukaku in Belgio l’anno prossimo? Non credo, ora c’è il Mondiale. Penso che continuerà fino al 2030, ha ancora un anno di contratto al Napoli. Penso che rimanga in azzurro. Resta anche Kevin? Sì, penso di si”
Franco Ordine: “In casa Inter panico per rimonta Napoli e Milan”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Franco Ordine: “Quanta paura c’è in casa Inter? C’è una specie di panico. Da una parte si rendono conto che la squadra è sgonfia dal punto di vista fisico. E poi hanno timore di Conte, che non ti molla più una volta azzannata la caviglia. La fortuna è che alla ripresa ci sarà Napoli-Milan. Un pareggio farebbe comodo all’Inter. Gli unici ostacoli sono Roma e Como. Io francamente a meno di un crollo verticale, secondo me riusciranno a mantenere il vantaggio minimo. Il Milan ha 63 punti senza avere l’attacco. Come se uno dovesse andare ad un incontro di boxe senza guantoni. Il Milan ha 23 gol subiti, ma l’attacco è distante dal miglior attacco del campionato. Ventidue gol sono di difensori e centrocampisti. Per via della pubalgia di Leao, gli infortuni di Pulisic, Fullkrug, Gimenez…Il secondo posto sa quasi di miracolo. Leao si è dedicato con grande generosità alla causa. Dice di essere al 30%, non scatta mai. La pubalgia lo condiziona. Il Napoli spaventa il Milan? Ora ha recuperato tanti giocatori, ora la musica è diversa. E vedrete da qui alla fine del campionato. Italia-Irlanda del Nord? L’asticella non è altissima. Si può scavalcare, ma ad una condizione: il clima di Bergamo sarà favorevole, ma non ci deve essere il macigno delle due precedenti qualificazioni Mondiali. Non ci sono leader tecnici in questa squadra”
Andrea Ramazzotti: “Scalvini, Politano, Kean: le scelte dell’Italia. Gattuso ha fatto una cosa per i calciatori”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Andrea Ramazzotti: “Retegui gioca? La coppia d’attacco dovrebbe essere Retegui-Kean. Ci sono due allenamenti ancora, penso che Gattuso voglia giocare con i due calciatori che hanno segnato di più. Bastoni e Tonali? Allarme Tonali rientrato, ma Bastoni no. Sarà un successo portare Bastoni in panchina. Ha fatto tutte le cure possibili. Avrà una chance per giocare, lui vuole giocare, capiremo tra qualche ora. Politano o Palestra? Fino a lunedì pensavo giocasse Politano. Ad un certo punto si è fermato, aveva una fasciatura sul polpaccio sinistro. Forse un colpo preso. Ieri ha fatto una parte di lavoro con il gruppo, è scattato un po’ l’allarme. Palestra sta bene, è il futuro della Nazionale. Scalvini è stato provato molto da Gattuso. Lui nell’Atalanta ha fatto più volte il braccetto di destra che il centrale. Bisogna capire che tipo di partita vuole impostare Gattuso. In casa Italia che aria si respira? Ho avuto la sfortuna di vivere partite meno belle come contro la Svezia e Macedonia del Nord, mi sembra che il clima in questi giorni sia migliore rispetto al passato. Nel 2017 c’era un’atmosfera terribile, perché l’apocalisse sembrava annunciata. Contro la Macedonia invece c’era troppo euforia. C’era poca tensione. Oggi c’è giusto mix di tensione e serenità. Lo staff di Gattuso è stato bravo ad alleggerire la testa dei calciatori. Credo che non abbia sbagliato una mossa fino a questo momento. Sentendo Calafiori e Gattuso, penso che la paura non sta bloccando i giocatori. Abbiamo giocatori di esperienza internazionale, migliori di quelli dell’Irlanda del Nord. L’Italia deve entrare in campo consapevole di essere superiore sulla carta”
Mario Fabbroni: “Italia 2014 o 2026? Da Buffon a Balotelli, ecco chi prendo”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Mario Fabbroni: “Lukaku da riconfermare per la prossima stagione? La risposta dovrebbe essere vicina al no, però in realtà non si può dare una risposta secca. Lukaku sta in una fase di lento recupero. Per questo motivo, serve a poco ad una Nazionale come il Belgio che deve sperimentare in vista del Mondiale. Bisogna essere meno lapidari nei giudizi. Anguissa, per esempio, devi attenderlo. L’ultima Italia al Mondiale o quella attuale: Buffon o Donnarumma? Prendo Buffon; la BBC contro Mancini, Bastoni e Calafiori? Andiamo avanti (ride ndr). Prendo Barzagli, Bonucci e Chiellini; poi prenderei Dimarco e Politano; Pirlo non si discute, forse prenderei anche Verratti e Marchisio; Balotelli è stato un grande peccato, Dio gli aveva dato grandi qualità. Ma non riesco a prenderlo. Prendo l’attacco Kean-Retegui, considero anche Pio Esposito. Anche se manca continuità negli attaccanti della Nazionale italiana. Com’era Buffon ai suoi esordi? Ero presente al Tardini in quella gara d’esordio in campionato in Parma-Milan. C’era incredulità all’esordio di Gigi; era un rischio calcolato in quel Parma-Milan. Poi è diventato Buffon. Era un calcio fatto di grandi campioni, non era incline ad una carta d’identità verde. Era difficile trovare posto per i giovani”
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