San Matteo e Sacco insieme contro le epidemie del futuro
PAvia. Regione stanzia fino a 15 milioni di euro in tre anni per mettere a terra il nuovo baluardo lombardo contro le malattie infettive e le epidemie del futuro, due delle minacce più rilevanti del mondo globalizzato e sempre più interconnesso, dove un virus respiratorio emerso in Cina può scatenare una in pochi mesi una pandemia globale, come già accaduto con il Covid. Questo, in sintesi, lo scopo del Centro Regionale per la prevenzione delle malattie infettive (CeReMi) nato dalla messa in comune delle competenze di San Matteo e Sacco di Milano, che già oggi sono centri di riferimento per la lotta ai virus: il responsabile scientifico è Fausto Baldanti, direttore della Virologia del policlinico, mentre Andrea Gori (primario di Malattie infettive del Sacco) è stato nominato direttore del nuovo dipartimento interaziendale. «La Lombardia è la prima regione italiana a dotarsi di un sistema integrato di sorveglianza e controllo – ha spiegato Baldanti –dopo una vita di lavoro nell’ambito delle malattie infettiva, essere direttore scientifico non può che farmi piacere. Ma soprattutto speriamo di far bene».
I compiti del centro
Lo stanziamento (che copre il periodo 2025-27) è stato deciso tramite una delibera di giunta, il primo destinato per rendere operativo un progetto che mette a sistema le molte attività di sorveglianza che le due strutture svolgono già da tempo, e che dovrebbe entrare nel vivo a partire dal prossimo anno. Erede dell’esperienza Covid, il nuovo centro regionale sarà un avamposto per prevenire e combattere le minacce infettive del futuro: tra i compiti del CeReMi, infatti, c’è lo sviluppo di piani di emergenza contro le epidemie e la loro gestione clinica, la ricerca di nuove terapie, la riduzione dei rischi di zoonosi (cioè i patogeni che si evolvono passando dagli animali all’essere umano) l’attività di sorveglianza delle malattie infettive come la poliomielite, il morbillo e l’influenza, le epatiti e il virus respiratorio sinciziale, poi rosolia salmonella o listeria. È per queste e altre attività di prevenzione che è stato deciso un finanziamento così ingente.
L’obiettivo è arrivare preparati per il prossimo “Big one”, il patogeno che scatenerà una nuova pandemia come “profetizzato” dal divulgatore scientifico David Quammen in Spillover, libro reso celebre dal Covid. «La pandemia ci ha insegnato che è attraverso la collaborazione che si possono capire e contrastare i virus e gli altri patogeni – aggiunge Baldanti–. Tra i nostri compiti, anche la lotta ai batteri multi resistenti e il sequenziamento avanzato».
«Riconoscimento per Pavia»
Lo stanziamento arriva dopo oltre un anno di lavoro portato avanti dal San Matteo e dal Sacco, che nel corso dei mesi hanno modificato i loro organigrammi per far posto alla nuova struttura che sarà alle dirette dipendenze dell’assessorato al Welfare. «A Pavia lo studio delle malattie infettive ha una tradizione di lungo corso» afferma Alessandro Venturi, presidente del policlinico. «Il CeReMi è strategico per il policlinico del futuro, che ritorna a essere un polo di riferimento contro i patogeni emergenti». Il direttore generale Vincenzo Petronella aggiunge: «Un risultato frutto della stretta collaborazione e condivisione con la direzione Welfare di Regione Lombardia e con il Sacco di Milano, per creare un centro di prevenzione a servizio della salute pubblica». —