Casorate, «Rimborsi da 600 euro per viaggi mai fatti»: opposizione all’attacco
Casorate. Dopo le chiacchiere, i biglietti del treno. Nuovo esposto alla Corte dei Conti da parte delle opposizioni di centro destra ("Casorate per Primo" e "Forza Casorate") che chiedono ora ai giudici contabili di indagare su un rimborso spese di quasi 600 euro chiesto da sindaco e assessore ai Lavori pubblici per un viaggio a Fano (in provincia di Pesaro e Urbino) dove ha sede l'impresa che ha in carico la costruzione della nuova caserma dei carabinieri, per un incontro nel tentativo di sbloccare il cantiere. Una trasferta però mai avvenuta a causa di uno sciopero dei treni proprio nel giorno della trasferta.
La spesa nel mirino
Nel mirino dei consiglieri di minoranza firmatari dell'esposto (Luigi Cosentini, Antonio Longhi e Gilberto Conti) sono finiti i 12 biglietti acquistati a gennaio direttamente dall'assessore Giovanni Toresani. I titoli comprendevano biglietti di andata e ritorno da Pavia a Rogoredo, Milano-Bologna, Bologna-Fano. Il tutto per una somma complessiva di 565 euro. Fin qui nulla di strano, secondo la minoranza. A parte il fatto che quella trasferta non è mai avvenuta. Proprio per questo motivo l’opposizione chiede ora alla procura regionale della Corte dei Conti (la stessa, per intenderci, che aveva "bacchettato" il Comune per la spesa di 40 euro per le chiacchiere di Carnevale) di accertare anche in questo caso «la presenza di un danno erariale».
L'esposto chiede di fare chiarezza su un altro punto. Cioè l'inutilità del viaggio programmato, dal momento che «Comune e ditta non hanno un rapporto diretto» e che per la causa in corso «sono stati individuati professionisti legali per tutelare le parti in causa». «La domanda, in poche parole, è perché non si sono fatti rimborsare i biglietti da Trenitalia, anzichè dal Comune?» sintetizza Luigi Cosentini «oltre al fatto che dovrebbero spiegare il motivo per cui quell'incontro non poteva essere fatto nella sede naturale ed istituzionale, vale a dire il municipio».
La difesa dell’assessore
L'assessore Toresani parte proprio da qui: «Avevamo deciso di andare a Fano, sede dell'impresa perché, nonostante l'invito in Comune, il legale rappresentante non poteva muoversi in quanto convalescente. Volevamo verificare se ci fossero le condizioni per un eventuale accordo bonario per velocizzare i tempi per la riapertura del cantiere della caserma». Ma nel giorno prescelto, viene proclamato lo sciopero dei treni. «In realtà avevamo chiesto un cambio di data per i biglietti, dal 10 al 16 gennaio, dopo l'annuncio dello sciopero – prosegue l'assessore –. Senonchè il titolare dell'impresa ci aveva comunicato, qualche giorno dopo, che era in grado di potersi muovere, tanto da fissare un appuntamento per il 14 in Comune».
Ovvio, per Toresani, che a quel punto i biglietti non servivano più «perché non avevamo più necessità di muoverci da Casorate». Con un piccolo particolare però: i soldi, a quel punto, «non potevano più essere rimborsati» da Trenitalia visto che il mancato viaggio non era imputabile alla società. Da qui, la richiesta del rimborso alla tesoreria comunale, unico modo per rientrare nella spesa di soldi «comunque spesi per fini istituzionali».