Poste compra TIM per 10,8 miliardi: cosa cambia per i clienti
Poste compra TIM per 10,8 miliardi: cosa cambia per i clienti
È la notizia economica più grande dell’anno. Domenica 22 marzo 2026, il consiglio di amministrazione di Poste Italiane ha approvato un’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) totalitaria su Telecom Italia. L’operazione vale circa 10,8 miliardi di euro e punta a fondere due delle più grandi realtà industriali italiane in un unico gruppo attivo nei servizi finanziari, assicurativi, logistici, nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali.
Come funziona l’offerta
Per ogni azione TIM portata in adesione, gli azionisti ricevono 0,167 euro in denaro e 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane. Il valore complessivo riconosciuto per ciascuna azione TIM è di 0,635 euro, con un premio del 9,01% rispetto al prezzo di mercato del 20 marzo 2026.
L’OPAS è valida solo se raggiunge un’adesione tale da permettere al Gruppo Poste di arrivare al 66,67% del capitale. Se tutto andrà a buon fine, TIM verrà ritirata dalla Borsa entro il 2026, diventando una società non più quotata.
Perché lo Stato vuole questo matrimonio
L’operazione non è casuale. Nell’ultimo anno Poste è diventata il primo azionista di TIM, con una partecipazione salita oltre il 24,8% grazie allo scambio con Cassa Depositi e Prestiti e all’acquisto del 15% da Vivendi. Dal 1° gennaio 2026 è già operativo l’accordo che porta i clienti PosteMobile sulla rete mobile di TIM.
Il nuovo gruppo avrebbe una dimensione impressionante: circa 26,9 miliardi di euro di ricavi aggregati, 4,8 miliardi di EBIT e oltre 150.000 dipendenti complessivi. Lo Stato italiano, tramite MEF e Cassa Depositi e Prestiti, rimarrebbe azionista di maggioranza con oltre il 50% del capitale.
Cosa cambia per i clienti TIM oggi
La risposta breve è: per ora nulla. Per i clienti del settore della telefonia — oltre 24 milioni considerando TIM e PosteMobile — non cambia nulla nell’immediato dopo il passaggio di PosteMobile su rete TIM.
Nel medio termine, però, lo scenario è chiaro. Le nuove offerte integrate per il settore Business — connettività, cloud e assicurazioni in bundle — vedranno la luce tra il terzo e il quarto trimestre del 2026. Fino ad allora, i contratti in essere rimarranno invariati.
Cosa cambia per i dipendenti
Le comunicazioni ufficiali di Poste specificano che le sinergie di costo saranno attuate senza impatti sull’impiego del personale degli uffici postali, della rete postale e pacchi e dei servizi di telecomunicazione. Va detto che le sinergie stimate ammontano a 700 milioni annui a regime, di cui 500 milioni derivanti da costi.
Quando si chiude l’operazione
Il completamento dell’operazione è atteso entro la fine del 2026, previo via libera delle autorità garanti, ovvero Antitrust e AGCOM. Il CdA di TIM si è riunito per avviare la valutazione dell’offerta.
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