Affluenza Referendum Giustizia 2026: le soglie per capire chi vince tra Sì e No
22 e 23 marzo si aprono le urne per il referendum sulla giustizia. La consultazione è di tipo confermativo, dunque, non è previsto il quorum.
In pratica, vince l’opzione che incassa più voti senza bisogno che ai seggi si rechi almeno il 50% degli elettori. Quali indicazioni può dare l’affluenza sul risultato? A partire dai flussi di voto si possono fare delle previsioni abbastanza ragionevoli sul risultato finale secondo gli analisti. In questo caso non è fondamentale arrivare alla soglia del 50% per validare l’esito del voto. Tuttavia, le percentuali parziali sull’affluenza – arriveranno alle ore 12, alle ore 19 e alle ore 23 di domenica prima del dato definitivo lunedì alle 15 – possono dire molto su come potrebbe indirizzarsi la tornata. In linea di massima, si può dire che un’alta percentuale di affluenza dovrebbe favorire i sostenitori del Sì. Al contrario, una bassa affluenza dovrebbe indicare una prevalenza dei No.
Cosa può dire il dato sull’affluenza sull’esito del voto?
Dunque, anche se non è previsto il quorum, la soglia “critica” per gli analisti rimane comunque quella del 50% di votanti. Se già alla prima rilevazione della giornata fissata per le ore 12 il dato si attesterà oltre il 10% ci sarà una chiara indicazione su un buon livello di partecipazione alla tornata. Passando alle ore 19: se i flussi dovessero mantenere lo stesso ritmo e magari arrivare oltre il 23% con tutta probabilità entro le 23 di domenica verrà raggiunta una percentuale di votanti intorno al 35%.
Nel referendum costituzionale del 2020, ad esempio, la partenza fu molto decisa con il 12,24% alle ore 12, arrivando quasi al 40% la domenica sera e chiudendo oltre il 51%. Un andamento simile si registrò nel 2006, quando però in partenza ci si muoveva intorno al 10%. Tuttavia, avvenne un sensibile recupero in serata: alle 19 si arrivò al 35%. Il dato complessivo si attestò al 52%.
La soglia “critica” rimane quella della 50%
Nel caso in cui alle 23 di domenica, invece, non dovesse essere raggiunto almeno il 35% di partecipanti alla consultazione sarebbe molto difficile il raggiungimento del 50% alla chiusura definitiva delle urne. Come si diceva, una partecipazione al di sotto del 50% viene ritenuta dagli analisti un’indicazione – molto di massima – verso l’affermazione del No. D’altro canto, questa lettura non considera per esempio un fattore che potrebbe presentarsi: una mobilitazione per così dire “straordinaria” dell’uno o dell’altro fronte.
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