Codevilla, locale chiuso dai Nas. Il titolare si difende: “Nessun problema sanitario”
CODEVILLA. Nessun problema sanitario né cibi mal conservati. I lavoratori in nero trovati nel locale? Solo un caso perché stavano per essere regolarizzati, come poi è avvenuto. Le telecamere? Non servivano per controllare i dipendenti ma per aumentare la sicurezza dei tanti clienti che ogni sera affollano il locale. Lucio Bariani, titolare del locale Da Lucio a Codevilla, non ci sta e contesta l’immagine della gestione del locale emersa dopo il controllo dei carabinieri e Nas di venerdì, una settimana fa, che aveva portato alla sospensione dell’attività per tre giorni. Il locale ha riaperto martedì, ma l’amarezza resta. E attraverso il suo avvocato, Luca Angeleri, Bariani, titolare delle società Punto Srl e Passione Srl, spiega la sua versione dei fatti.
«Nessun problema sanitario»
Il nodo cruciale, per il titolare, resta il cibo che viene servito da anni a centinaia di clienti e su questo il gestore è categorico: «Nessuna irregolarità sanitaria è stata riscontrata durante il controllo, anzi i Nas hanno potuto rilevare il preciso rispetto delle norme alimentari ed igieniche, la corretta conservazione di cibi e bevande e delle attrezzature per la loro conservazione e preparazione». Al gestore, insiste anche il suo avvocato, non è stata fatta alcuna contestazione o multa su questo fronte, mentre sarebbero state riscontrate violazioni delle norme sulla sicurezza del locale. In realtà, dice il gestore, «è stata rilevata solo la mancanza di una planimetria tra i documenti consegnati dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione, che è stata immediatamente poi prodotta».
I lavoratori in nero
Sui lavoratori in nero precisa che in realtà si parla di tre persone e non quattro, che «sono stati regolarmente assunti in organico» e che «le telecamere di sorveglianza installate nel locale non sono mai state impiegate per il controllo dei dipendenti ma solo per garantire una maggior sicurezza del locale e per gli utenti». Insomma, aggiunge l’avvocato, «il pub da Lucio è risultato ineccepibile dal punto di vista sanitario e ha fornito tutti i documenti richiesti dall’ispettorato, tanto da pagare una somma esigua per le sanzioni amministrative elevate - appena 2.500 euro - ed essere autorizzato a riaprire già tre giorni dopo l’accesso ispettivo tornando a svolgere la regolare attività».