Trading online, broker abusiva imputata: giro d’affari da 11 milioni, 57 vittime
OGLIANICO. È quantificato in oltre 11 milioni di euro, il giro d’affari di Daniela Sanza, 59enne di Oglianico, accusata di abusivismo finanziario, truffa e appropriazione indebita nei confronti di 57 vittime riconosciute nell’indagine che potranno scegliere se costituirsi parte civile al processo. I calcoli sono stati effettuati dal nucleo operativo del Gruppo Ivrea della Guardia di finanza e in base a questi il pm Mattia Cravero, che ha coordinato l’indagine, ha chiesto il rinvio a giudizio. Il gup Mauro Cantone ha fissato l’udienza preliminare per il 27 maggio. Sanza ha in parte restituito i soldi di cui si era appropriata.
La tesi difensiva dell’avvocato Maurizio Riverditi è che in realtà abbia restituito tutti quelli di cui era ancora in possesso, gli altri sarebbero andati in fumo nelle operazioni di trading.
Secondo gli inquirenti Sanza prometteva rendimenti sicuri oscillanti tra il 10 e il 18%. Gli investimenti delle 57 persone offese che si sarebbero volatilizzati andavano da 66mila agli oltre 2 milioni di euro.
Fino al 2022, tutto sembrava filare liscio. Intorno al mese di settembre, i primi clienti hanno cominciato a non ricevere gli interessi pattuiti. Si sono fatti qualche domanda e hanno cominciato a rivolgersi agli avvocati. Sono cominciati a uscire i primi articoli sui giornali e le denunce sono diventate sempre più corpose. Da Ivrea a Volpiano, da Bosconero a Rivarolo, fino a Torino: tanti hanno iniziato a querelare. Il gruppo di Ivrea della guardia di finanza, allora comandato dal maggiore Francesco Dascanio, ha iniziato a indagare a spron battuto. Nel 2023 è arrivata la misura cautelare, l’obbligo di dimora in paese. Era stato disposto anche il sequestro preventivo dei proventi della sua attività: circa 500mila euro tra disponibilità finanziarie, tre orologi, tra cui un Rolex e un Cartier, due automobili di recente immatricolazione (una 500 e una Peugeot 2008) e 190 monete d’oro.
Sanza è accusata principalmente di aver esercitato in maniera abusiva la professione di consulente finanziaria, visto che era stata cancellata dall’albo unico. Formalizzate anche una serie di accuse che vanno dalla truffa all’appropriazione indebita. In alcuni casi prendeva i soldi dal conto di un investitore e li girava su quello di un altro. Secondo gli inquirenti lo scopo era quello di farli apparire come derivanti dall’attività di trading online.
La donna aveva in effetti un passato da consulente finanziaria e aveva lavorato i una banca d’investimenti a Rivarolo. Si era però licenziata e aveva spiegato ai suoi clienti che si sarebbe messa in proprio. Così qualcuno l’aveva seguita, altri si erano aggiunti successivamente.
Ai clienti, secondo gli inquirenti, chiedeva di aprire un conto corrente in banca, su cui fare confluire il capitale da investire e, nel contempo, di consegnargli le credenziali per accedere ai sistemi informatici bancari.
Poi attraverso il servizio di home-banking, avrebbe effettuato attività di compravendita giornaliera dei titoli azionari sul mercato americano con la tecnica del trading intraday, ovvero acquisto e rivendita di azioni nello stesso giorno. Quando, però, le cose sono iniziate ad andare male, spiegano gli inquirenti, avrebbe tentato di illudere i risparmiatori circa il buon esito delle operazioni.