Incontro sul referendum all’Iis Olivetti di Ivrea, Fratelli d’Italia presenterà un’interrogazione in Parlamento
IVREA. Non si placano le polemiche in merito al dibattito dedicato alla Costituzione e al referendum svoltosi a febbraio all’Istituto Olivetti che secondo Fratelli d’Italia non avrebbe rispettato il pluralismo delle opinioni e non avrebbe permesso il contraddittorio agli studenti. Nonostante la scuola abbia smentito le accuse e confermato la propria neutralità, il partito torna alla carica e annuncia che tramite l’onorevole Augusta Montaruli presenterà un’interrogazione parlamentare.
Il partito la scorsa settimana aveva fatto propria, rendendola pubblica, una lettera anonima arrivata da alcuni studenti che frequentano l’istituto in cui si lamentava la mancanza di contraddittorio durante una conferenza di educazione civica intitolata Costituzione, tipologie di referendum e processo penale. In quell’occasione Fabrizio Lotito, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, commentava così: «Secondo quanto riportato nella lettera gli studenti sarebbero stati chiamati ad assistere, durante le ore di lezione, a un incontro in cui il relatore avrebbe presentato posizioni esclusivamente a favore del no al prossimo referendum sulla giustizia, senza alcun contraddittorio o spazio per opinioni differenti».
La dirigente scolastica Maria Rosaria Roberti, contattata dal nostro giornale, aveva smentito le accuse dopo aver interpellato i docenti presenti alla conferenza tenuta dall’esperto di Diritto Edoardo Fiore. Dagli studenti, inoltre, non erano arrivate lamentele alla dirigenza e il caso è stato sollevato settimane dopo la conferenza, avvenuta il 18 febbraio scorso. La dirigente aveva, quindi, negato ogni accusa rivolta alla scuola: «Al termine della lezione si è parlato del referendum come strumento previsto dalla Costituzione e il contraddittorio sul tema della giustizia c’è stato, nel rispetto del pluralismo».
Le smentite non sono bastate a placare gli animi e il partito prende nuovamente la parola contro l’Istituto: «Riteniamo necessario che su questa vicenda venga fatta piena luce – spiega ora Lotito –. Quanto emerso solleva interrogativi seri sul rispetto del pluralismo all’interno delle istituzioni scolastiche, che devono rimanere luoghi di formazione e confronto libero, non spazi nei quali venga proposta agli studenti una visione unilaterale su temi di natura politica. Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato. Episodi analoghi sono stati segnalati negli ultimi giorni anche in altre città italiane, tra cui Napoli, Firenze e Acireale, alimentando un dibattito nazionale sul corretto ruolo della scuola pubblica rispetto a temi politici e referendari».
Da qui la decisione di proporre un’interrogazione parlamentare: «Per queste ragioni Fratelli d’Italia di Ivrea ha deciso di portare formalmente la vicenda all’attenzione del Governo. L’episodio sarà oggetto di un’interrogazione parlamentare, che sarà presentata dal vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Augusta Montaruli – prosegue –. È necessario chiarire quanto accaduto e garantire che nelle scuole pubbliche siano sempre rispettati i principi di neutralità istituzionale, pluralismo e libertà di opinione, a tutela degli studenti e del ruolo educativo della scuola».
L’Iis Olivetti, nuovamente interpellato, ribadisce la sua posizione neutrale, confermando di non voler più commentare pubblicamente la questione e, soprattutto, di non voler prestare il fianco ad alcuna strumentalizzazione.
Sul tema, ricordando che la propaganda politica nelle scuole è vietata per legge, è intervenuta anche Cinzia Messineo, dirigente sindacale Flc Cgil e docente dall’esperienza trentennale: «Dopo il confronto avuto con la rsu di istituto è emerso che si è trattato di una lezione di educazione civica in cui si è parlato anche dei vari tipi di referendum, come è nelle corde della scuola e senza politica di parte. L’insegnante ha il dovere di accompagnare gli studenti nello sviluppo del pensiero critico, dando risposte agli studenti che fanno domande. Questo è accaduto durante l’incontro all’Istituto Olivetti, ma ciò non significa fare propaganda politica, perché i docenti non la fanno e non la devono fare. Il contraddittorio – ribadisce – non sarebbe stato necessario in quanto non si trattava di un dibattito, ma di una semplice lezione in cui sono stati presentati fatti e sono state date informazioni. Esattamente come è successo lo scorso anno a Rivarolo con la conferenza dello storico Eric Gobetti – conclude – si sta strumentalizzando il lavoro della scuola, che sempre più sta diventando il luogo in cui sperimentare una sorta di autoritarismo che diminuisce la libertà di insegnamento».