Accoltellato alla schiena a Banchette: «So che è a piede libero, ho paura»
Banchette d’Ivrea
«So che è a piede libero e per questo, oltre allo choc, ora ho paura». Ha rimediato una coltellata dietro la schiena con 20 giorni di prognosi iniziale, senza un apparente motivo. Il 30enne che lo ha aggredito è uscito da una Hyundai bianca e con la scusa più utilizzata nell’ultimo periodo - «Che hai da guardare?» - lo ha aggredito brutalmente.
Vasilica Sutu, autotrasportatore 40enne, un lavoratore con due figli, è ancora lì a chiedersi il perché. «Un minuto prima ero con i miei amici che parlavo, poco dopo ero in ospedale steso su un letto di pronto soccorso, dopo aver perso molto sangue, a esser ricucito», spiega incredulo. Il suo avvocato Celere Spaziante ha spiegato che il suo assistito ha presentato querela e che sono pronti a costituirsi parte civile in un eventuale processo: «Lui vuole evitare che possa accadere a qualcun altro e allo stesso tempo tutelare la sua incolumità». Entrambi, in realtà, sottolineano come il lavoro degli agenti del Commissariato di Ivrea e Banchette, intervenuti sul posto, sia stato egregio: «Sono arrivati subito e si sono prodigati molto». Dopo aver visionato le telecamere di videosorveglianza e aver raccolto le testimonianze sono andati dritti a casa del sospettato. Il 30enne, già noto alle forze dell’ordine, si era già fatto la doccia, ma ha consegnato lui ai poliziotti il coltello. Non era più possibile, però, arrestarlo in flagranza di reato e non c’erano elementi per un fermo, ma l’indagine è partita.
Tutto è accaduto in un lampo, intorno alla mezzanotte tra sabato 14 e domenica 15 marzo. Dalla Hyundai bianca è scesa prima una ragazza, che si è diretta verso il vicino distributore di sigarette.
D’improvviso, poi, si è avvicinato il 30enne, pronunciando la stessa frase che era già stata pronunciata, per attaccare bottone, in altre aggressioni nei pressi della stazione di Ivrea.
«Io non lo avevo mai visto in vita mia - racconta Sutu -, sinceramente quando si è avvicinato non ho avuto paura, perché non avevo capito che avesse un coltello. Quando lo ha tirato fuori sono indietreggiato e mi sono coperto con l’avambraccio. Puntava alla gola ma mi ha solo stracciato il giacchetto, poi è tornato alla carica e mi ha accoltellato dietro la schiena, sul fianco destro. A quel punto ho cominciato a perdere molto sangue ed ero davvero terrorizzato. Anche perché non sembrava volersi fermare e ha fatto di nuovo per attaccarmi. A quel punto fortunatamente, si è messa in mezzo la ragazza e lo ha portato via».
Le telecamere di videosorveglianza sono state fondamentali per risalire all’auto, anche perché riprendevano la targa. Il 30enne, di origine tunisina, è pregiudicato e residente in un Comune vicino a Banchette. In breve tempo i poliziotti sono riusciti a raggiungerlo a casa e a fargli ammettere quanto accaduto.
Resta lo stupore per un’aggressione che pare insensata, ma del tutto simile ad alcune che si sono verificate in stazione a Ivrea.
Era iniziata per uno sguardo anche la rissa nel dehors del bar, in cui sono volati sedie e tavolini. E ancora: la rapina perpetrata da tre giovanissimi ai danni di un 30enne, con la catena di una bici, un bastone e il lancio di sampietrini.