Asia Tavernini: “Infortunio alla prima gara della stagione, ma punto ad una finale agli Europei”
Nuova appuntamento con Sprint Zone, la rubrica di OA Sport TV dedicata all’atletica. L’ospite di questa volta è la 24enne saltatrice in alto Asia Tavernini. Un 2025 ricco di soddisfazioni per la trentina record personale a 1.92, medaglia d’argento alle Universiadi di Bochum, titolo italiano assoluto conquistato a Caorle e soprattutto la prima partecipazione ai Mondiali di Tokyo.
Tutt’altro che fortunata prima gara di questa nuova stagione: “Avevo già un po’ un pochino di fastidio alla caviglia di stacco, molto gestibile. Il raduno a Tenerife è andato in maniera positiva. Ho avuto delle conferme sullo stato di forma. Ero contenta del raduno di com’è stato e di iniziare la stagione. Purtroppo una sequenza di cose, un intreccio di fatti e quella gara ho avuto una bella botta alla caviglia, ho eseguito degli accertamenti e dovrò saltare la stagione indoor. Ora inizieremo la parte di riabilitazione”.
Nel raduno di Tenerife: “È molto stimolante andare con atleti sia italiani che di altre nazionalità molto forti. Avevo ottime sensazioni, peccato per l’infortunio arrivato dopo”.
Sulla passata stagione: “Allora diciamo che anche nel 2025 bisogna fare un po’ una divisione, ecco: sicuramente la parte indoor, la parte outdoor. E nella parte indoor abbiamo avuto anche lì dei problemi fisici, a livello di infortuni alla caviglia di stacco, e sono riuscita comunque a gareggiare, però comunque non è venuto fuori un po’ quello che è venuto fuori poi nella stagione all’aperto, insomma, il mio vero potenziale, insomma. E stavamo sperimentando una rincorsa nuova, quindi un nuovo approccio. E quindi, insomma, la parte indoor non benissimo, ecco. Però mi ha permesso diciamo di crescere, anche dal punto di… cioè, è stata una stagione negativa quella indoor, mi ha permesso di crescere e di lavorare su degli aspetti che poi mi hanno aiutato per la stagione all’aperto. Quella è stata grandiosa, chi l’avrebbe mai detto. Io c’ho sempre creduto, sono rimasta sempre comunque forte e ho lavorato tantissimo. Io e il mio staff, insomma, lo staff che mi segue, e abbiamo raggiunto davvero delle cose incredibili che non mi sarei mai immaginata da quando ho iniziato a fare l’atletica, ecco. Abbiamo fatto la Nazionale alle Universiadi dove ho avuto il mio riscatto, mi sono preso l’argento, il mio primo titolo italiano, un’emozione grandissima e poi il mio mirino era su Tokyo. Tokyo doveva essere la mia luce in fondo al tunnel. Abbiamo lavorato con quell’obiettivo lì, raggiungerlo è stato incredibile. La gara non è andata benissimo, ma è stata la mia più bella esperienza ed anche la più brutta della carriera. L’emozione ha giocato un brutto scherzo”.
Le fonti d’ispirazione: “La mia atleta preferita, che è stata un po’ la mia luce, Blanca Vlašić. Il salto in alto è entrato un po’ nel mio cuore perché quando ho iniziato a fare un qualche allenamento a scuola per le gare, delle comprensoriali insomma, e sono tornata a casa e sono andata da mia nonna e le faccio: “Guarda nonna, oggi ho provato il salto in alto” e lei mi ha raccontato che anche lei lo faceva quando era giovane, quando era a scuola, e mi faceva vedere le sue medaglie. E quindi questa cosa mi rimane molto nel cuore, ecco: quindi quando gareggio anche adesso dedico sempre a lei i miei risultati. E quindi diciamo che all’inizio è stata lei il mio centro, ecco, del salto in alto”.
Per il prosieguo della stagione: “L’obiettivo principale di questa stagione sono gli Europei di Birmingham, quindi il mirino, come era su Tokyo, è puntato su quello. E non solo la partecipazione, ma anche magari fare qualcosa di più, ecco. E magari, giocarsi una finale, che sarebbe l’obiettivo principale, ecco”.