Morto a 52 anni il critico cinematografico e Youtuber Federico Frusciante
LIVORNO. Federico Frusciante diceva che prima di esprimersi pubblicamente sul cinema, che frequentava da una vita, aveva aspettato di aver superato i trent’anni, perché per parlare di una cosa così aveva avuto bisogno di tempo, per conoscerlo. Frusciante è morto in casa, a Livorno, a 52 anni, per un malore. Per vent’anni aveva gestito una videoteca, la Videodrome di Livorno, dove consigliava film. Diversi, di nicchia ma anche mainstream. Quelli che per lui erano importanti, per tante ragioni diverse. La stessa cosa che poi ha cominciato a fare in video.
Video lunghi: altro che “pillole social”. Perché anche su Youtube e TikTok si può imparare qualcosa. Si può condividere. E lui condivideva la sua passione per il cinema, ne parlava, si arrabbiava, come quando ci arrabbiamo con un amico, una persona a cui teniamo. Perché lui ci teneva.
Frusciante era commerciante, regista e musicista. Ma in tutta italia era conosciuto soprattutto come divulgatore. E oggi in tanti gliene rendono merito con un “grazie” collettivo, una sorta di “applauso” doloroso che rimbomba nel silenzio lasciato dalla sua scomparsa a soli 52 anni. Frusciante oggi lo piange non solo chi l’ha conosciuto nella sua videoteca in centro a Livorno ma anche chi lo ha visto solo online e si è affezionato ai suoi video che per tanti erano diventati un rito, un appuntamento fisso. Lo ricorda chi è andato ad ascoltarlo in giro per l’Italia nei cinema che lo invitavano, agli eventi.
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A Pavia, per esempio, era stato tante volte. Per anni ha fatto parte della giuria del festival dei registi indipendenti diretto da Cristina Francese al Movie Planet di San Martino, sempre lì ha partecipato a tavole rotonde e incontri coi cinefili. Nel 2014, nel 2016, dopo. Nel 2017, in piazzetta San Marino, aveva partecipato a un evento di Sottovento e Birdman Magazine a parlare di film, il suo pane quotidiano. «Ci sono i film brutti, quelli che diventano molto più divertenti al bar – è il ricordo di Videoslam Pavia per Frusciante -, raccontati con gesti ampi e parole forti, che seduti in sala a chiedersi “ma perché?”. Federico Frusciante era indubbiamente un maestro della critica d'assalto; quella bella, democratica, portata in piazza (San Marino). Grazie per essere venuto a trovarci (e grazie anche a Birdmen Magazine)».
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Dalla Lucky Red ai Tiromancino
Una collega del Tirreno, Federica Scintu, scrive «Frusciante era tutt’altro che politicamente corretto, volutamente provocatorio, anche divisivo, intollerante verso i luoghi comuni e il conformismo». E piovono ricordi: Lucky Red lo ha definito «preziosa colonna portante della divulgazione cinematografica in Italia, che ha contribuito a tenere viva la passione per questa arte». Nella foto che accompagna il tributo della società di produzione cinematografica, è seduto in mezzo al pubblico col suo “immancabile” pugno sinistro ben visibile, dopo uno dei tanti incontri che l’hanno portato in giro per mezza Italia.
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A breve avrebbe dovuto incontrare Federico Zampaglione – regista e frontman dei Tiromancino – per vedere il suo nuovo film ancora in lavorazione. «Ieri stavo guardando un film e mi arriva un messaggio. Mi comunicavano che Federico Frusciante, un grande esperto e divulgatore di cinema e arte era venuto a mancare all'improvviso. Lo avevo sentito tre giorni prima ed eravamo rimasti d'accordo che a breve sarebbe venuto dalla sua Livorno a Roma a vedere il mio nuovo film The Nameless Ballad. Sono davvero tristissimo perché era una gran persona e un diffusore di cultura, tra i più sinceri e preparati che io abbia mai conosciuto. Lo pensavo anche quando stroncava alcuni dei miei film, perché lui era così, diceva sempre e solo quello che pensava col suo memorabile "mi 'mporta na sega!" Il cinema italiano perde uno dei suoi più validi esperti e mancherà tantissimo a chi ha avuto l'onore e il piacere di conoscerlo. Ciao "Fruscio di quartiere" porta lassù tutta la tua conoscenza e il buon cinema che hai dentro».
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Ci sono Madame e Marracash, i registi Fabio D’Innocenzo e Pietro Castellitto. Poi il content creator “Il Trono del Muori” che l’ha definito «uno degli youtuber più influenti della storia d’Italia», aggiungendo che «era lo youtuber preferito del tuo youtuber preferito, e questo lo devono sapere tutti».
Davide Marra,parla del «giorno più buio» della sua vita, e Mattia Ferrari/Victorlaszlo88, che lo ringrazia per tutto quello che gli ha insegnato. Insieme ai due e al giornalista Francesco Alò, Frusciante aveva formato il collettivo I Criticoni, con cui divulgava i propri contenuti sul cinema. Dario Ballantini condivide una foto con lui e il messaggio: «L’intero mondo culturale italiano dovrebbe inchinarsi davanti a un esempio di passione, coerenza e preparazione. Sei un esempio per tutti».
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Moccia e Natangelo
Lo streamer Dario Moccia lo ringrazia per le tante cose («impossibili da quantificare») che gli ha fatto scoprire e ricorda quanto «contasse per noi livornesi vedere un underdog diventare popolare con la sua bottega in via Magenta. Sotto la sua coltre burbera e combattiva un’enorme quantità di amore per tutti». E proprio da una richiesta di Moccia è nata una vignetta dedicata al genio di Frusciante, ironica ma delicata. È firmata da Mario Natangelo, giornalista e fumettista: «Non faccio vignette su commissione – scrive – ma il messaggio di Dario mi ha toccato il cuore e la scena che mi ha raccontato era così mia che ho pensato che - non conoscendo Federico - devo proprio essermi perso qualcosa. Recupererò, intanto questa è per lui e per chi gli ha voluto bene». Nella vignetta Frusciante indossa la maglietta di Videodrome e al suo arrivo in Paradiso annuncia: “Per la serata Carpenter si organizza un cineforum della Madonna”.