“Ho avuto un brutto incidente d’auto. Pioveva e venni coperto con un telo. I soccorritori pensarono che si trattasse di un morto e mi ignorarono”: così Edoardo Vianello
“Abbronzatissima”, “Guarda come dondolo”, “I watussi”, “Il capello” sono solo alcuni dei grandi successi di Edoardo Vianello che taglierà il traguardo degli 88 anni il prossimo 24 giugno. Una vita dedicata al palco e alla musica, tanti gli incontri importanti e anche il matrimonio con la collega Wilma Goich, poi naufragato nel 1978 con il divorzio effettivo nel 1981. Una unione nata nel 1967 e poi consolidata con il progetto artistico de “I Vianella”. Sembra che tra i motivi che hanno portato alla fine della relazione ci fossero i presunti tradimenti da parte del cantante.
“Confesso che all’inizio consideravo la musica soprattutto un ottimo mezzo per ‘rimorchiare’: – ha detto l’artista a La Stampa – la prima canzone che scrissi, quella che poi avrebbe preso per sé Teddy Reno, l’avevo pensata per una ragazza che consideravo inavvicinabile. Con la ragazza andò bene. Nel mestiere fu più dura: cantavo ovunque per farmi conoscere. Poi in una matinée dove cantavano anche la Pizzi e Villa strappai un bis a un Tortora molto contrariato dell’ovazione del pubblico per un ragazzino: ma mi valse il provino in Rca”.
Poi alcuni aneddoti legati agli incontri come quello con Lucio Dalla: “Lo ritrovai in Sardegna in un’orchestrina dixie. Avrà avuto 16/17 anni: molto riservato e chiuso, ma già un virtuoso del clarinetto. Lo ritrovai ancora nella band I Flipper che mi accompagnò per un po’: lui, Bracardi e Catalano (poi nella banda Arbore), il fratello di Catalano, Zampa (futuro giornalista musicale). Era unico, un po’ folle: nello studio dove registrammo volle suonare nudo dietro un paravento. Al Cantagiro suonava dando le spalle al pubblico che lo copriva di fischi. Aveva una capacità tutta sua: dove lo mettevi si addormentava”.
Poi il momento più difficile: “Nel 1966 ebbi un brutto incidente d’auto. Poiché pioveva, venni coperto con un telo. I soccorritori pensarono che si trattasse di un morto e mi ignorarono. Ho avuto davvero paura. 8 costole e varie altre frattura: restai per mesi in ospedale. E poi in tempi recenti ho avuto un dolore enorme: la scomparsa – imprevista e imprevedibile – di mia figlia per un male che la uccise in pochissimo (Vianello ha anche un altro figlio, Alessandro Alberto, ndr). Eravamo in pieno lockdown, non trovai neppure la forza di andarla a trovare: devastato dal senso di colpa di non aver saputo creare una persona sana”.
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