Sciopero dei treni, fermo un convoglio su tre
PAVIA. Quasi un treno ogni tre è stato soppresso questa mattina, lunedì 2 febbraio, per lo sciopero proclamato dal sindacato Orsa per il personale di Trenord. «Oggi, 2 febbraio, dall’inizio del servizio alle ore 12, sono circolati in Lombardia 601 treni, mentre 257 sono stati soppressi a causa dello sciopero proclamato dal sindacato ORSA, di cui alcuni nella fascia di garanzia tra le ore 6 e le 9. Complessivamente ha circolato circa il 70% dei treni – spiega Trenord in una nota –. La larga maggioranza dei lavoratori di Trenord ha compreso la particolarità di una giornata ad alta domanda di mobilità, caratterizzata da eventi istituzionali correlati alle imminenti Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, contribuendo al servizio ferroviario sulla totalità delle linee. I collegamenti rimarranno attivi per l’intera giornata, seppur ridotti a causa dello sciopero che terminerà alle ore 2 di venerdì. I viaggiatori trovano le informazioni sui canali di Trenord».
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Lo sciopero era stato proclamato per rivendicare «condizioni di lavoro dignitose, sicurezza, organici adeguati e un’organizzazione sostenibile del servizio». E accusa l’azienda per i disagi nelle fasce di garanzia: «ORSA Ferrovie Lombardia ringrazia il personale per l’alta adesione allo sciopero e respinge con fermezza ogni tentativo di scaricare sulle lavoratrici e sui lavoratori le responsabilità dei disagi subiti dall’utenza. In particolare, denunciamo come Trenord non abbia disposto in modo adeguato i comandi al personale necessari a garantire l’effettuazione dei treni previsti nelle fasce di garanzia, contribuendo così in maniera diretta a cancellazioni e disservizi anche negli orari tutelati dalla Legge 146/90. Una scelta organizzativa grave, che dimostra ancora una volta l’incapacità dell’azienda di gestire correttamente il servizio e di assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei viaggiatori» si legge nella nota del sindacato.
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E ancora: «L’assenza dei comandi nelle fasce di garanzia è una precisa responsabilità aziendale, non imputabile al personale scioperante. Il sindacato esprime solidarietà ai pendolari, anch’essi vittime di un modello gestionale che scarica su lavoratori e utenti le conseguenze di scelte aziendali sbagliate, e ribadisce che lo sciopero resta uno strumento necessario per ottenere risposte concrete dopo mesi di richieste inascoltate».
Il sindacato dei ferrovieri chiede a Trenord e alle istituzioni di aprire un tavolo di confronto assumendo impegni chiari su «rinnovo del contratto aziendale, organizzazione del lavoro, copertura degli organici, qualità e sicurezza del servizio. rispetto dei diritti dei lavoratori e degli utenti».