Spari alle vetrine di tre bar in città: scatta il Daspo per i due autori
Pavia. In una notte di delirio avevano sparato contro tre bar della città utilizzando una pistola a gas e danneggiando le vetrine. Da ieri è scattato il Daspo per l’uomo e la donna che erano stati denunciati per la vicenda, che risale a un paio di settimane fa. Per un anno non potranno avvicinarsi o entrare nei tre locali che hanno colpito.
Cos’era successo
Alle prime ore del mattino del 14 gennaio Gianluca Sandrini, titolare del BarCode di corso Vittorio Emanuele, era andato ad aprire il locale come ogni giorno. Era stato lui il primo a segnalare alla questura dei buchi sulle vetrine. Di lì a poco si erano aggiunti il bar gelateria Corsi e il bar “Chiacchiere in settembre”, entrambi in via XX Settembre. La situazione era la stessa: alla riapertura dell’attività i gestori avevano trovato vetri per terra e le vetrate danneggiate.
L’ipotesi iniziale di colpi con arma da fuoco era stata smontata quando gli agenti avevano ritrovato delle biglie di vetro e metallo, utilizzate come proiettili per colpire i bar. Dall’analisi delle immagini della videosorveglianza del BarCode e di telecamere comunali la polizia aveva poi ricostruito in poche ore la dinamica. Un’auto bianca veniva ripresa intorno alle 23 in via XX settembre e qualche minuto dopo in corso Vittorio Emanuele. In entrambe le strade, all’altezza dei locali, una donna seduta al lato passeggero si sporgeva dal finestrino ed esplodeva dei colpi. Alla guida del veicolo c’era un uomo.
La denuncia
Nel pomeriggio dello stesso giorno gli agenti della questura avevano identificato e rintracciato i due, un 35enne italiano e una 33enne ucraina che in passato aveva gestito uno dei tre bar.
Erano stati fermati mentre si trovavano in macchina nel territorio della provincia di Pavia. Era seguita una perquisizione nel corso della quale era stata ritrovata la pistola a gas. La coppia era quindi stata denunciata per danneggiamento aggravato e porto di armi od oggetti atti ad offendere.
Con la disposizione del questore di ieri per i due è scattato anche il “Daspo Willy”, misura introdotta dopo che Willy Monteiro venne picchiato a morte fuori da un locale a Colleferro nel 2020. Le persone colpite da questa disposizione non sono ammesse nei locali e negli esercizi pubblici per periodo che va da un minimo di sei mesi a un massimo di due anni.
In questo caso il questore Luigi Di Clemente ha optato per un anno di durata.