Lucca, il problema non era lui: a Napoli è mancata l’idea prima ancora del centravanti
di Vincenzo Letizia
Nel calcio moderno si giudica tutto in fretta, spesso senza memoria. E così Lorenzo Lucca, passato da Napoli senza lasciare traccia, è diventato in poche settimane lo “scarsone”, il bersaglio facile, il colpevole ideale. Ma il calcio, quando lo si osserva con un minimo di onestà intellettuale, racconta una storia diversa.
La domanda preliminare è semplice: Lucca lo avevate visto giocare prima?
All’Udinese, Lucca era un centravanti verticale, quasi primitivo nel senso nobile del termine. La sua dote principale – forse l’unica davvero dominante – è sempre stata il colpo di testa. Un attaccante da area, da cross, da palloni messi dentro con regolarità dalle fasce. Non un rifinitore, non un regista offensivo, non un attaccante associativo.
E infatti l’Udinese lo cercava così: gioco sugli esterni, palla dal fondo, presenza fisica in area. Un sistema coerente con le sue caratteristiche.
A Napoli, invece, Lucca è finito dentro un’idea di calcio che non gli appartiene.
Il calcio di Antonio Conte chiede al centravanti di:
- venire incontro,
- fare da sponda,
- cucire il gioco,
- aprire spazi per gli inserimenti,
- partecipare alla manovra lontano dall’area.
Tutto ciò che Lucca non è e probabilmente non sarà mai.
Il risultato era prevedibile: senza un gioco strutturato sulle fasce, senza cross, senza una squadra pensata per servirlo, Lucca si è trasformato in quello che molti hanno visto e fischiato. Non un attaccante inutile per limiti tecnici, ma fuori contesto, isolato, estraneo.
Il problema, dunque, non è Lucca.
Il problema è chi ha pensato che Lucca potesse essere adatto a quel Napoli.
Nel calcio, prima dei nomi, dovrebbero contare le idee. Qui è successo il contrario. E quando sbagli l’idea, il giocatore paga sempre il conto.
L'articolo Lucca, il problema non era lui: a Napoli è mancata l’idea prima ancora del centravanti proviene da PianetAzzurro.it, news sul Calcio Napoli e sul mondo delle scommesse.