Ricordi dal Fezzan
Il Fezzan è una regione in gran parte desertica dell’Africa settentrionale. Appartiene alla Libia e fu colonia italiana a seguito della guerra Italo-Turca del 1911 vinta dall’Italia che coronava in tal modo il sogno dei nostri maggiorenti dell’epoca sospettosi dell’espandersi nel “Continente Nero” dei cugini francesi: Tunisia, Algeria, eccetera. A danno -si diceva- degli interessi italiani. All’epoca pochi ardimentosi vi si addentravano perché era considerata terra di briganti e quindi di nessuno e con il rischio concreto della propria incolumità fisica. Io, da ragazzo, conobbi a Tripoli un ragazzo fezzanese che per qualche tempo lavorò per mio padre in qualità di aiutante operaio carradore, ossia di costruttore e riparatore di carri, carretti… mestiere ormai scomparso.
Appena mi vedeva arrivare in officina, da mio padre, mi faceva grande festa con fare molto gioviale e seppi da mio padre che era solo, non aveva nessuno e gli era stato concesso da mio padre di fermarsi in officina, anche di notte a dormire per avere un riparo, oltre la paga da manovale. Presi simpatia per lui, presto ricambiato e non mancavo, quando andavo da mio padre, di intrattenermici. Si intende, per come ci era concesso attese le difficoltà di lingua. Perché il fezzanese non è esattamente l’arabo. Seppi così che da ragazzo seguì sconsideratamente una carovana di cammelli convinto di farcela a tornare indietro alla propria oasi desertica e invece finì col perdersi, in quello che veniva chiamato scatolone di sabbia, ossia il Sahara. Così girovagando al seguito di carovane di cammelli che portavano merci e quant’altro, egli giunse a Tripoli ove si fermò avendo -come già detto- trovato sistemazione e lavoro presso l’officina di mio padre.