Inchiesta sul Garante, Avs e M5s chiedono le dimissioni del Collegio: “Troppe zone d’ombra per una autorità indipendente”
“Lo diciamo da mesi: l’attuale collegio del Garante va completamente e immediatamente sostituito. La credibilità dell’istituzione è ormai devastata e la decisione dei componenti di voler rimanere al loro posto nonostante tutto è un’offesa ai cittadini che hanno il diritto di potersi fidare del Garante della Privacy”. Così Elisabetta Piccolotti (Avs) commenta le notizie riguardanti il Garante che da stamane riempiono i media. L’esponente di Alleanza, Verdi e Sinistra rilancia “la riforma dell’autorità e la sostituzione immediata del collegio, senza aspettare dimissioni che anche stavolta non arriveranno”. Anche Peppe De Cristofaro, capogruppo di Avs e presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama è su questa linea: “Da un’autorità indipendente, chiamata a tutelare i diritti fondamentali dei cittadini, non possono esserci zone d’ombra sull’amministrazione, sulla gestione dei viaggi e sulle spese. C’è un problema enorme di credibilità istituzionale”.
Gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione di vigilanza Rai – Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico, Gaetano Amato – entrano nei dettagli dell’inchiesta: “Spese di rappresentanza e la mancata sanzione a Meta per i Ray-Ban Stories sono solo uno degli elementi che da mesi mette in discussione scelte e comportamenti del Collegio”. Anche i 5 Stelle chiedono le dimissioni dell’intero Collegio.
Il giornalista Sigfrido Ranucci rivendica il merito di aver acceso i riflettori con le puntate di Report: “Al centro delle inchieste ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio. le spese per la carne comprata dal presidente Stanzione addebitate al Garante e la mancata sanzione di circa 40 milioni di euro nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban Stories”.
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