Pavia-Oltrepo vista da Bianchi: «Gli azzurri possono risalire»
PAVIA. In vista del derby provinciale, in programma domenica allo stadio Fortunati, tra Pavia e Oltrepo, tra gli ex che hanno ricoperto ruoli in entrambe le società c’è Fabrizio Bianchi, attuale direttore generale del Sant’Angelo, nel girone D di serie D, dirigente pavese che ha vissuto esperienze sia al Pavia sia all’Oltrepo.
Per lui una carriera da calciatore e dirigente in azzurro, ma anche con Oltrepo e OltrepoVoghera, prima dell’attuale incarico a Sant’Angelo.
«Dopo aver giocato, prima nelle giovanili del Pavia e poi in prima squadra (1979-80 e 1980-81) – ricorda Bianchi – con l’Oltrepo, in Eccellenza, sono stato tre anni da direttore sportivo con mister Paolo Chierico. Successivamente ho avuto una collaborazione all’OltrepoVoghera dove, con mister Fabio Visca in panchina, abbiamo ottenuto la promozione in Serie D. Al Pavia sono tornato per tre anni dopo l’esperienza con il Sangiuliano e, con la vittoria del campionato lo scorso anno, ho lavorato in azzurro con un ruolo dirigenziale diverso, più di management».
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Da ex, come giudica le stagioni di Oltrepo e Pavia in questa serie D?
«L’Oltrepo ha scelto il percorso di squadra con una rosa giovane e già lo scorso anno ha dimostrato come, senza un grande budget rispetto ad altri club, abbia saputo lavorare sui giovani. Lottando fino alla fine si è confermato in Serie D. Va dato atto allo staff dirigenziale e, in particolare, al presidente Fabrizio Catenacci, che reputo un conoscitore intelligente e responsabile di calcio, di aver costruito una squadra che anche in questa stagione è in linea con l’obiettivo della permanenza in Serie D».
E il Pavia, dove lei è stato giocatore e poi dirigente?
«Una rosa rivoluzionata dopo la promozione ottenuta al termine della scorsa stagione di Eccellenza. Per tanti motivi, come quello di giocatori di valore che non si sono ben ambientati a Pavia, l’obiettivo iniziale di un campionato di qualità, guardando più all’alta classifica, ha dovuto essere rivisto, con tagli e cambiamenti nel corso del girone d’andata. Una situazione che inizialmente non doveva vedere il Pavia in posizioni come quella attuale, ma per la quale si sta facendo di tutto per trovare un’inversione di marcia. In Serie D non è facile, ma la vittoria di domenica scorsa a Solbiate contro il Milan Futuro, spero possa dare consapevolezza a tutto l’ambiente di poter cambiare il cammino finora compiuto in questo campionato di serie D 2025-26. Siamo solo all’inizio del girone di ritorno: la strada è ancora lunga, ma la squadra di Filippini ha tutto il tempo per cercare di risalire la china».
E Fabrizio Bianchi come sta vivendo questa nuova avventura a Sant’Angelo, nel girone D di serie D?
«Inizialmente con un compito da direttore sportivo, ruolo con cui mi ero avvicinato a questa piazza storica del calcio lombardo. Ma, come accaduto lo scorso anno al Pavia, sono poi passato a ricoprire un ruolo diverso, sempre all’interno della società ma con esigenze differenti: un’attività a livello organizzativo e di marketing, necessaria e utile a club di un certo livello come quelli di Serie D. Non più quindi ricerca di giocatori e un’attività più inerente alla sfera tecnica, ma un lavoro complessivo per il club».
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