Australian Open, qualificazioni: Ofner crede di aver vinto, esulta ma finisce per perdere
Nella edizione 2023 dello Slam australiano capitò a Danielle Collins, che eliminò Karolina Muchova al tie-break del terzo set: l’americana strappò il 7-3 festeggiando il passaggio del turno, prima di accorgersi che i punti necessari erano dieci. La sua espressione, torva e accigliata, in pochi istanti si sciolse in un sorriso divertito, comunque preludio alla vittoria finale, rimandata di pochi punti.
La medesima situazione si trasforma invece in disavventura sportivamente mortificante per Sebastian Ofner, ventinovenne austriaco alla ricerca di rivincite dopo un 2025 fortemente condizionato dagli interventi chirurgici ai talloni nella seconda parte del 2024. Dopo aver dunque disputato nella scorsa stagione soltanto 23 match ufficiali, il numero 131 del ranking riparte da Melbourne ma viene eliminato al secondo turno del tabellone delle qualificazioni. Chi lo supera è l’americano Ninesh Basavareddy, speranza del tennis americano ultimamente un po’ in ombra, ma con il quale può capitare di perdere.
Le modalità con cui matura la sconfitta di Ofner sono però particolari: dopo una equa ripartizione di due 6-4, il primo per Ofner e il secondo per lo statunitense, il tennista europeo domina inizialmente il tie-break del decider, salendo fino al 6-1. Basavareddy allunga troppo la traiettoria di un dritto e Sebastian confonde il 7-1 che ne consegue con la vittoria e il passaggio del turno, scambiando con il suo staff la classica esultanza condita, come spesso capita nei finali close, dal picchiettare dell’indice sulla tempia, come a indicare la forza mentale di cui si dispone per le situazioni simili.
Il giudice di sedia ha così il suo imbarazzo nel ricordare che si sta disputando un long tie-break, con conclusione ai dieci punti; d’improvviso svaniscono il passaggio del turno e in un colpo solo anche cinque matchpoint, che esistevano solamente nel punteggio mnemonico di Ofner. Ce n’è per incidere sulla forza mentale di molti, e l’austriaco subisce il contraccolpo: Basavareddy spinge con il dritto e col la volée fino al 4-7, per poi subire a sua volta il 4-8 e ripartire fino alla parità, sempre a quota otto, beneficiando anche di un doppio errore. L’americano fa 9-8 e si gioca il primo matchpoint della giornata ma Seb reagisce fino al 10-9, garantendosi finalmente una palla-gara autentica; nulla da fare però, perché Basavareddy serve benissimo.
Il dritto del ragazzo yankee però sorpassa di nuovo l’ultima linea bianca e il tabellone assegna un altro matchpoint a Ofner con l’11-10, che diventa 11-11 perché anche Ofner con il drive non trova il campo. Qualcuno deve pur vincere in un frangente che sfugge ormai a ogni catalogazione, Ofner perde per strada un altro forehand e sul 12-11 stavolta il suo avversario fugge verso la rete, forse per non pensare troppo sul da farsi: il passante dell’austriaco è alto a sufficienza per una comoda volée di rovescio, Basavareddy avanza al terzo e ultimo turno e per il pur valoroso Seb c’è probabilmente la voglia di uscire in fretta dal rettangolo, magari anche per un ripasso delle regole.