Voghera: il centrosinistra in conclave per dare un nome al candidato
VOGHERA. Siamo al rush finale per decidere chi sarà il candidato sindaco per il centrosinistra alle prossime elezioni comunali di Voghera. I partiti che compongono il cosiddetto “campo largo” (ovvero Pd, Azione, 5Stelle, Civici, Rifondazione Comunista, Italia Viva, Alleanza Verdi Sinistra) hanno approfittato delle vacanze di Natale per fare ordine nelle idee, e sono arrivati all’inizio dell’anno con le proprie rose di nomi ormai definite. Il prossimo passo, quindi, è confrontarle in coalizione, e vedere se esiste un minimo comun denominatore, una figura in grado di metterli tutti d’accordo e di portarli uniti verso le urne. Verso la fine della settimana (pare giovedì o venerdì) le compagini politiche, quindi, si riuniranno intorno a un tavolo, e da quell’incontro (al massimo due) si dovrà uscire o con un candidato unico o, alla peggio, con una data per le primarie. Nessuno degli alleati, in realtà, vorrebbe perseguire la seconda opzione: siamo comunque a metà gennaio, e per organizzare e svolgere le primarie ci vorrebbero almeno altre tre settimane. Tempo prezioso, che verrebbe sottratto alla campagna elettorale.
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«Ma non è solo una questione di tempi – dice Simone Verni, coordinatore provinciale dei pentastellati e tra i possibili candidati sindaci insieme al consigliere Antonio Marfi – perché, a voler vedere, da questo punto di vista non siamo così indietro. Pavia, tanto per fare un esempio, annunciò il nome di Lissia a metà gennaio del 2024». Certo, allora le elezioni erano a giugno, mentre in questo caso potrebbero essere anche a maggio. Ma in ogni caso, scegliere un candidato di comune accordo avrebbe comunque un altro peso: dimostrerebbe, se non altro, una comunione di intenti. «Per noi – continua Verni – non è importante che il candidato sia “il nostro” o “il loro”. Cerchiamo il migliore possibile per Voghera. Ed è per questo che auspichiamo di trovarlo attraverso il dialogo».
Dello stesso avviso anche Alessandra Bazardi, segretaria del Partito Democratico. Per loro, in questi mesi (dopo l’uscita di scena di Ilaria Balduzzi, che avrebbe potuto essere una possibile candidata) si è parlato (tutte voci mai confermate) della stessa Bazardi, ma anche di Luigi Bertone, ex militante del Pci che fu sindaco di Vigevano, ed Enzo Garofoli, direttore dell’Enaip di Voghera ed ex segretario del Pd vogherese che già sfidò Barbieri nel 2010. «Continuano a dirci che siamo in ritardo – commenta Bazardi – ma non mi è parso che sia giunta nel frattempo, dai partiti del centro-destra, la riconferma ufficiale della candidatura di Paola Garlaschelli. Lo ha detto lei qualche mese fa, che si sarebbe ricandidata, ma non ricordo nessuna validazione da parte della Lega né di fratelli d’Italia. Né, tanto meno, di Forza Italia, che ancora non si sa se sia disposto ad appoggiarla o meno. Confronti a parte, i nostri nomi sono pronti e, in tutta onestà, vorremmo scegliere senza arrivare alle primarie».
Più possibilista sull’idea dello spareggio è Pier Ezio Ghezzi, leader dei “Civici per Voghera”. Non si esclude che anche lui possa essere tra i candidati: negli scorsi mesi ha vagliato parecchi nomi della società civile, ma ha incassato anche diversi no, come quello del marmista Paolo Merli e del fondatore degli “Orti Sociali” Moreno Baggini. Chi sia rimasto nella sua rosa, quindi, è difficile da pronosticare. In ogni caso è lui quello più incline, eventualmente, alle primarie. «È ovvio che si speri di decidere seduti intorno a un tavolo – dice – ma è altrettanto evidente che i tempi sono stretti. Quindi, per quanto mi riguarda, credo non si possa più discutere a lungo: se non dovesse emergere un accordo durante il prossimo incontro, sono per cambiare strategia e far scegliere agli elettori».