Aumenti fino al 42% per la zona blu Decisione nell’aria Commercianti divisi
RIVAROLO CANAVESE
Basta toccare la sosta a pagamento per riaccendere una miccia che in città non si è mai davvero spenta. Con l’inizio del nuovo anno è entrato in vigore l’aumento delle tariffe della zona blu e il provvedimento ha subito acceso il dibattito nel centro cittadino. Questa volta, però, a dividersi non sono solo cittadini e amministrazione: anche il fronte dei commercianti appare spaccato.
Dal 2 gennaio 2026 e fino al 23 novembre, salvo eventuali proroghe, la tariffa oraria nelle aree di sosta a pagamento nei giorni feriali, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19, è salita a 80 centesimi l’ora, con un aumento di dieci centesimi (+14 per cento) e un minimo di 50 centesimi. L’adeguamento riguarda tutto il cuore della città, da corso Indipendenza a corso Torino, da corso Italia a via Ivrea, passando per via San Francesco, viale Flavio Berone, via Palestro e piazza Sacchi. Nello stesso periodo, in piazza Aimone Chioratti, nel tratto dal civico 2 al 13, la tariffa arriva invece a un euro all’ora: il 42 per cento in più.
Un aumento che ha colto di sorpresa molti automobilisti e che ha riaperto un confronto mai sopito. Tra i commercianti c’è chi guarda all’aumento con forte preoccupazione: «In una fase in cui famiglie e consumatori sono costretti a fare i conti con rincari e rinunce, chiedere qualche centesimo in più rischia di allontanare ulteriormente la clientela dal centro».
Il timore è quello di rendere ancora meno attrattivo lo shopping di prossimità.
Ma c’è anche un fronte opposto, più pragmatico, che difende la funzione stessa della zona blu: «La sosta a pagamento non è mai stata popolare, ma serve a garantire il ricambio. Se le auto restano parcheggiate davanti ai negozi dalla mattina alla sera, i clienti di passaggio non trovano posto e il commercio ne risente».
In questa lettura, la zona blu resta uno strumento per assicurare accessibilità e movimento. Dal Comune arriva una linea politica netta. Il sindaco Martino Zucco Chinà rivendica la scelta come parte di una visione più ampia: «Rivarolo è una città di servizi e il nostro impegno è mantenerli di qualità, migliorandoli dove possibile. Questo richiede piccoli sacrifici, ma sempre misurati e senza gravare in modo diretto sulle tasche dei cittadini».
Il primo cittadino inquadra il provvedimento anche nel confronto con altre realtà simili: «Ci siamo rapportati a città come Ivrea, Chivasso e Ciriè, che hanno uno sviluppo commerciale e urbano paragonabile al nostro. Gli aumenti sono stati calibrati restando al di sotto dei loro standard medi, con un’attenzione particolare al commercio». E chiarisce l’obiettivo pratico della misura: «La priorità è liberare i posti auto e garantire la rotazione. In piazza Chioratti, ad esempio, vogliamo favorire le soste brevi per assicurare una continua disponibilità di parcheggi».
Una spiegazione che chiarisce l’impostazione dell’amministrazione, ma che non spegne il confronto.
Perché a Rivarolo la zona blu non è mai stata un tema neutro: negli anni ha acceso scontri politici e polemiche feroci verso giunte di ogni colore.
Dietro gli 80 centesimi non c’è solo una tariffa, ma un’idea di centro, di commercio e di città. Una discussione che ciclicamente torna e che ancora una volta riporta Rivarolo a interrogarsi sul futuro del suo cuore urbano.