Ecobonus 2026: chi ne ha diritto, come funziona e come fare domanda, le novità
Questa misura fiscale continua a rappresentare un importante incentivo per i cittadini italiani che intendono effettuare interventi di efficientamento energetico sulle proprie abitazioni, con l’obiettivo di ridurre i consumi e promuovere l’uso di fonti energetiche rinnovabili.
Nel dettaglio, è possibile ottenere una detrazione fiscale per lavori eseguiti su immobili di proprietà, che contribuiscono a migliorare la prestazione energetica degli edifici.
Come funziona l’Ecobonus nel 2026 e chi può beneficiarne
Nel corso del 2026, i contribuenti possono richiedere la detrazione fiscale per interventi di riqualificazione energetica realizzati su unità immobiliari già esistenti e iscritte al catasto. L’Ecobonus prevede due differenti aliquote in base alla tipologia di immobile:
- 50% di detrazione per l’abitazione principale;
- 36% per tutte le altre tipologie di immobili.
Dal 1° gennaio 2027, salvo eventuali modifiche legislative, le aliquote sono destinate a diminuire rispettivamente al 36% per la prima casa e al 30% per le altre abitazioni.
Possono accedere al beneficio i soggetti che siano proprietari dell’immobile o titolari di un diritto reale di godimento (come usufrutto o abitazione) e che siano assoggettati all’Irpef con capienza fiscale sufficiente. Sono esclusi invece i contribuenti in regime forfettario o incapienti. Inoltre, è obbligatorio effettuare i pagamenti tramite strumenti tracciabili, conservare tutta la documentazione tecnica e certificativa richiesta, e inviare la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori.
Interventi ammessi e requisiti degli immobili
L’incentivo si applica a una vasta gamma di interventi volti a migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Tra quelli ammessi si segnalano:
- installazione di pompe di calore e scaldabagni a pompa di calore;
- installazione di caldaie a biomassa;
- interventi di coibentazione dell’involucro opaco (come il cappotto termico);
- montaggio di collettori solari per la produzione di acqua calda;
- sostituzione di infissi e serramenti con modelli ad alta efficienza;
- installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici;
- realizzazione di sistemi di building automation.
Gli immobili oggetto degli interventi devono essere esistenti, regolarmente iscritti al catasto e, se dovuta, con l’Imu regolarmente versata. L’Ecobonus è applicabile a immobili di qualsiasi categoria catastale e destinazione d’uso, purché siano riscaldati regolarmente, salvo eccezioni per impianti a fonti rinnovabili.
Limiti di spesa e obblighi documentali
Per ciascun tipo di intervento sono stati stabiliti dei massimali di spesa che determinano il limite massimo della detrazione:
- fino a 100.000 euro per lavori di riqualificazione energetica globale;
- fino a 60.000 euro per isolamento termico e installazione di pannelli solari;
- fino a 60.000 euro per la sostituzione di infissi e serramenti;
- fino a 30.000 euro per la sostituzione degli impianti di riscaldamento.
È fondamentale conservare tutta la documentazione che attesti la regolarità delle spese e la conformità degli interventi, come l’asseverazione tecnica rilasciata da un professionista abilitato, l’attestato di certificazione energetica dell’immobile e, in caso di installazione di pannelli solari effettuata dal beneficiario, la certificazione di partecipazione a corsi specifici. La mancata trasmissione della comunicazione all’ENEA comporta la perdita del diritto all’agevolazione.
Modalità di fruizione e novità normative
A partire dal 2024, e quindi confermato anche per il 2026, l’Ecobonus non prevede più la possibilità di usufruire dello sconto in fattura o della cessione del credito. Pertanto, l’unica modalità per ottenere la detrazione è quella di indicare la spesa sostenuta nella dichiarazione dei redditi, ripartendo la detrazione in dieci quote annuali di pari importo.
Le spese devono essere dichiarate tramite il Modello 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche, con righi specifici dedicati all’Ecobonus. Nel caso della dichiarazione precompilata, l’Agenzia delle Entrate inserisce automaticamente i dati comunicati dai contribuenti, semplificando la procedura.
Dal 2025 sono state introdotte alcune limitazioni: in particolare, sono escluse dall’Ecobonus le spese relative alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale alimentati esclusivamente a combustibili fossili, come chiarito dalla circolare n. 8 dell’Agenzia delle Entrate del 19 giugno 2025. Questo per incentivare in maniera più marcata l’utilizzo di tecnologie a basso impatto ambientale.
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