Sparone, sbranata in cortile dai lupi la gatta Rudy
SPARONE. Nella piccola frazione di Frachiamo la conoscevano tutti. Si chiamava Rudy ed era una gatta anziana, abituata a gironzolare tra le poche case della borgata, sperdute tra i boschi, a farsi accarezzare, a seguire con passo lento la quotidianità di una manciata di famiglie. Da qualche giorno, a Frachiamo, di Rudy non si parla più al presente.
La gatta è morta dopo due giorni di agonia in seguito a un attacco avvenuto all’interno di una proprietà privata. A colpirla sarebbero stati due lupi, visti chiaramente dal padrone dell’animale, un cacciatore esperto che si trovava in casa al momento dell’aggressione.
Secondo quanto ricostruito, i due predatori si sarebbero introdotti nel cortile e avrebbero assalito la gatta. L’uomo, uditi i rumori e l’abbaiare dei cani, è uscito immediatamente all’esterno, riuscendo a mettere in fuga i lupi. Ma per Rudy le ferite erano già gravissime. Subito soccorsa e curata, la gatta ha lottato per due giorni. Ogni tentativo di salvarla si è però rivelato inutile e le lesioni riportate nell’attacco si sono dimostrate troppo gravi. Non era soltanto un animale domestico. Era una presenza quotidiana. Per questo la notizia ha colpito profondamente gli abitanti della frazione. L’accaduto non arriva però in un vuoto. Solo nei giorni scorsi erano stati segnalati nuovi avvistamenti di lupi in Alto Canavese. A Forno, in frazione Chiagnotti, le telecamere di videosorveglianza di un’abitazione hanno ripreso nella notte un piccolo branco aggirarsi nei pressi delle case. Scene simili erano già state immortalate a Cintano, lungo la strada per il santuario di Piova, e segnalazioni erano arrivate anche da Colleretto Castelnuovo e Oglianico. Presenze documentate che raccontano di animali sempre più spesso avvistati non solo nei boschi, ma anche a ridosso dei centri abitati. A Frachiamo, però, la presenza del lupo non è più solo un passaggio notturno. È diventata un’aggressione.
«La presenza dei lupi tra Valchiusella, Valle Orco e Soana è una costante - dicono diversi sindaci - la speranza è che non diventi un’emergenza che stiamo già vivendo con la presenza da anni fuori controllo dei cinghiali».