Bastioni del castello di Ivrea, lavori finiti. Ora il collaudo della nuova rampa
Ivrea
L’atto formale di fine lavori del cantiere per la rigenerazione dei bastioni del castello è stato consegnato in Comune lo scorso 24 dicembre. Un passaggio amministrativo che segna la conclusione dell’intervento principale e apre ora la fase delle verifiche tecniche. Entro la fine di gennaio è infatti previsto il collaudo della nuova rampa pedonale che collega la parte bassa della città, in corrispondenza del parcheggio Foscale, con il livello superiore del castello.
Restano da completare alcune rifiniture, in particolare sul sistema di illuminazione e sulla pavimentazione della parte alta. La zona inferiore è già stata completata con un tappeto nero, mentre per la parte superiore è previsto un tappetino color ocra, finanziato con fondi comunali per 110mila euro. La scelta cromatica è stata dettata dalla volontà di garantire armonia con il contesto architettonico e paesaggistico. L’intervento sarà realizzato con un appalto dedicato non appena le condizioni climatiche lo consentiranno: sono necessarie temperature più miti e l’avvio dei lavori è previsto indicativamente per aprile. Il parcheggio risulta agibile dalla fine di gennaio, anche se al momento è aperta solo metà della parte superiore.
Nuove connessioni urbane
Alta dieci metri, la rampa è stata rivestita con legno di castagno trattato e dotata di gradini in diorite proveniente da Brosso. Una scelta che unisce resistenza, durabilità e forte valore simbolico, rafforzando il legame con il territorio. Il nuovo percorso si innesta in un piccolo cortile compreso tra le mura della Curia e l’ex casa del custode del castello, creando una nuova via di accesso al centro storico.
L’intervento comprende anche un impianto di illuminazione scenografica, pensato per valorizzare il collegamento pedonale e renderlo pienamente fruibile anche nelle ore serali e notturne, migliorando sicurezza e percezione degli spazi. Il progetto porta la firma dell’architetto Francesco Bermond, mentre i lavori sono stati affidati tramite gara al Consorzio Opera, per un importo complessivo di 1 milione e 350mila euro, finanziato con fondi Pnrr. Durante il cantiere, nel febbraio dello scorso anno, gli scavi richiesti dalla Soprintendenza hanno portato alla luce una struttura muraria medievale, lunga circa tre metri e orientata Nord-Ovest/Sud-Est, probabilmente parte di un’antica linea difensiva lungo le direttrici verso la Valle d’Aosta.
La rigenerazione dei bastioni rappresenta un tassello strategico nel più ampio disegno di valorizzazione dell’area di piazza Castello, che comprende anche immobili di proprietà della Curia e che potrà in futuro assumere un ruolo centrale nello sviluppo culturale e turistico della città. Restano però due nodi aperti.
Seconda uscita di sicurezza
Il primo riguarda l’ampliamento della capienza della corte per eventi, oggi limitata a 149 persone. Un numero insufficiente per ospitare spettacoli e concerti di maggiore richiamo. Il Comune, insieme all’architetto Bermond, sta lavorando a un progetto da sottoporre alla Soprintendenza che prevede la realizzazione di una seconda uscita di sicurezza, contrapposta a quella esistente, così da arrivare a una capienza fino a 500 persone. Su questo punto è già arrivato un generico assenso.
Il secondo tassello è legato ai servizi di accoglienza. L’idea è dotare l’area di un punto ristoro: nel breve periodo si ipotizza un chiosco in legno (anche questo in progettazione), rimovibile, da destinare ad accoglienza, biglietteria e somministrazione di bevande, da inserire nel bando per la gestione delle visite guidate. In prospettiva, si guarda invece alla ristrutturazione dell’ex casa del custode, da trasformare in biglietteria e bar stabile al servizio dei visitatori.