Ivrea, a San Lorenzo chiesa gremita per l’ultimo saluto a Bergu
Ivrea
È una chiesa di San Lorenzo di Ivrea gremita quella che alle 10 del mattino di mercoledì 7 gennaio ha accolto il feretro di Alberto Ferraro, detto Bergu, venuto a mancare sabato 3 gennaio all'età di 69 anni. Non poteva essere diversamente: eporediese doc, Ferraro ha lasciato un segno indelebile nei tanti che l'hanno conosciuto a Ivrea. Da sempre uomo colto e di cultura, artista e grande appassionato di musica, da tempo una pesante disabilità ne limitava fortemente il movimento. Fatto che però non l'aveva mai fermato dal portare avanti i suoi tanti progetti, compreso il profondo impegno per l’abbattimento delle barriere architettoniche: non solo una battaglia personale, ma un esercizio concreto di senso civico. Classe 1956, negli anni ha collaborato con musicisti, attori, e artisti di variegata natura: tra i progetti più significativi, il dramma Ritratti al futuro dal passato prossimo, curato da Laura Curino, e il disco musicale Ostinato e contrario!, un omaggio a Fabrizio De André, in collaborazione fra gli altri con il chitarrista locale Loris Deval. Ferraro lascia la madre Maria Morello, detta Molly, di 101 anni, e le 3 sorelle Paola, Flavia e Maria Grazia Ferrero.
Cerimonia concelebrata dai preti Don Arnaldo Vigio, Don Piero Grano e Don Renzo Damerro, l'ultimo saluto ad Alberto Ferraro è stato arricchito da tanta musica, tra cui una versione de Il suonatore Jones di De Andrè affidata alla sapiente chitarra dell'amico Loris Deval.
In queste ore di raccoglimenti, tantissimi i ricordi: «Fin da quando ero bambino Alberto ha sempre saputo incarnare per me l’esempio del valore della diversità e della forza dell’amicizia - ricorda il nipote Andrea Benedino -. Ha saputo dimostrare con la sua vita, col suo lavoro, con le sue mille passioni e i suoi mille interessi come la sua diversità e il suo handicap costituissero per lui un modo di essere speciale. Non esistevano ostacoli insormontabili per i suoi progetti culturali, se si prefiggeva un obiettivo prima o poi lo raggiungeva: libri, spettacoli teatrali, poesie, concerti. E la sua arma segreta, il suo vero e proprio superpotere è sempre stata l’Amicizia: ovunque andassi trovavo suoi amici, persone comuni così come cantanti o artisti di fama, che per lui si impegnavano e che lo aiutavano a realizzare i suoi progetti, che con lui si confrontavano e discutevano. Ciao Alby!».l.z.