Al Politeama di Ivrea una mostra con i disegni dei bambini Gazawi
IVREA. Disegni che raccontano storie terribili, di terrore e morte. Ma anche, incredibilmente, di speranza. Sono i disegni dei bambini palestinesi, raccolti nella mostra Heart of Gaza che sabato 3 gennaio è stata inaugurata al cinema Politeama di Ivrea, e che lì rimarrà fino al 10.
Organizzata a Ivrea dal circolo locale di Rifondazione comunista, l'idea della mostra, che sta facendo il giro del mondo con 300 date, di cui circa la metà nella sola Italia, nasce dal progetto artistico di Mohammed Timraz, trentenne palestinese che come tanti ha scelto di rimanere a Gaza nonostante l'alto rischio di morte, per aiutare le famiglie, i bambini e gli sfollati di quel martoriato Paese.
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«Mentre molti hanno deciso legittimamente di cercare salvezza altrove, io ho scelto di rimanere a Gaza, per dare vita alla campagna di raccolta fondi We are not alone - racconta Timraz, che prima dei bombardamenti israeliani gestiva una caffetteria, oggi rasa al suolo -. Abbiamo portato avanti distribuzione di acqua e alimenti, tende e aiuti economici, attività ricreative per i bambini. In questo contesto è nato Heart of Gaza, con cui abbiamo dato ai più piccoli voce attraverso l'arte».
Un'idea semplice, una tenda nella quale bambini e ragazzi, dai 3 fino ai 17 anni, hanno potuto esorcizzare l'orrore quotidiano attraverso l'arte: esemplare in questo senso la differenza tra le opere dei più piccoli, maggiormente focalizzate su uno sperato futuro di pace, e quelli dei più grandi, dove è invece possibile vedere chiaramente gli effetti più atroci della guerra. Corpi divelti, carri armati, case distrutte, un ragazzo che tiene in mano un corpo senza testa, dal quale sboccia un fiore rosso sangue. L'immagine simbolo della mostra, due occhi azzurri che emergono da un mare di rosso, è stata fatta da una ragazza di 17 anni e rappresenta una scena alla quale la giovane ha assistito: una bambina di 9 anni rimasta sotto le macerie, una maschera di sangue da cui emergevano solo gli occhi vitrei. Dei piccoli artisti, quasi tutti sono oggi senza casa, molti sono rimasti senza genitori, altri mutilati. Alcuni oggi sono morti, e di loro non ci rimangono che i disegni.
«L'iniziativa è nata nel giugno 2024, a pochi mesi dal 7 ottobre, con una tenda e dei colori - spiega Cadigia Perini di Rifondazione -. Da allora questi disegni hanno iniziato a girare il mondo in questa mostra itinerante. Da una le tende sono diventate 17 in tutta la Striscia, anche se oggi ne sono rimaste attive solo 6».
«Rimane incredibile vedere come da questi disegni, oltre all'orrore della guerra, emerga anche la speranza, una caratteristica essenziale del popolo palestinese - commenta la vicesindaca di Ivrea Patrizia Dal Santo -. Come amministrazione comunale ci piacerebbe in futuro immaginare un piccolo progetto per fornire come possibile un supporto psicologico ai bambini rimasti là».
Durante l’esposizione sarà possibile sostenere la campagna We are not alone attraverso una donazione.