Croce rossa riunita a Cuorgnè per l’addio a Pippo Galati
CUORGNÈ. Una folla commossa si è riunita sabato pomeriggio a Cuorgnè per dare l’ultimo saluto a Giuseppe Galati, 76 anni, il pensionato e volontario della Croce rossa che ha perso la vita in seguito alle gravi ferite riportate nell’incendio della sua casa il 25 dicembre. Ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio c’erano tutti i volontari dell’associazione cittadina, ma anche amministratori comunali, gli ex colleghi della Federal Mogul e gli amici di sempre, che si sono stretti intorno alla sua famiglia, la moglie Maria, i figli Simona e Luca, con Viviana e i piccoli Ettore ed Elena.
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I volontari di Cuorgnè hanno accolto il feretro, decorato con la bandiera della Croce rossa, alla chiesa parrocchiale di San Dalmazzo, dove l’ha benedetto don Claudio Baima Rughet. Una volta in chiesa, il parroco ha invitato a riflettere: «La vita è un dono che riceviamo e di cui dobbiamo avere cura, è una responsabilità. Un dono fragile di cui i volontari della Croce rossa si occupano, un dono che difendono e che custodiscono pensando alla felicità altrui. Le nostre preghiere e i nostri pensieri vanno a Giuseppe, a quanto ha donato alla sua famiglia e agli altri».
A ricordarlo sono stati gli amici della Croce rossa con le parole del presidente Luciano Colombatto: «Pippo era diventato volontario nel 2010 e, vista la vicinanza della sua casa di via Trione, era con noi ogni giorno. Ci eravamo visti il 19 dicembre per il pranzo di Natale. Pippo era una persona buona, affabile e gentile. Abbiamo trascorso insieme tante giornate e ricordo con piacere quelle passate a tinteggiare le pareti esterne della nostra sede: insieme la fatica si sentiva meno e uscivano fuori il suo senso del dovere e la sua voglia di esserci. Ti salutiamo con affetto e rispetto, orgogliosi e riconoscenti di averti avuto a lungo accanto a noi. Ti porteremo sempre nel cuore, ciao Pippo».
A salutare Giuseppe Galati c’erano anche la sindaca Giovanna Cresto, accompagnata da altri amministratori, e il consigliere regionale Mauro Fava, che a lungo è stato suo collega ed amico. «Mi è successo spesso di prendere parte alle esequie di persone con cui non avevo legami familiari o affettivi: cittadini che si erano distinti in vita per la nostra comunità o ancora deceduti in circostanze particolari – racconta la sindaca –. Non conoscevo personalmente Pippo Galati. Quel che conosco sono la passione, la dedizione e l'impegno che i volontari della Cri mettono in ogni loro intervento per aiutare chi ne ha bisogno. Vederli tutti schierati nel picchetto d'onore per salutare l'amico volontario Pippo è stato commovente. Lo è stato anche veder partecipare i nostri vigili del fuoco, i primi ad intervenire il giorno di Natale per portare Pippo fuori dalla sua casa e poi evitare che l'incendio si propagasse a tutto lo stabile. Neppure loro lo conoscevano personalmente, ma c’erano per salutarlo ancora una volta». Ad attenderlo, fuori dalla chiesa, le sirene delle due ambulanze che hanno accompagnato il corteo funebre fino al cimitero cittadino.