Juve-Lecce 1-1: la Juve si butta via, gli highlights
La Juventus impatta 1-1 contro il Lecce allo Stadium in una partita che, per andamento e occasioni, avrebbe dovuto chiudere molto prima. E invece si trasforma nell’ennesimo racconto di una squadra che crea, controlla, ma poi si autosabota nei momenti decisivi.
Il primo tempo è quasi un monologo bianconero: possesso, pressione alta, Lecce schiacciato nella propria metà campo. La Juve trova il vantaggio, sembra avere la partita in mano e dà l’impressione di poterla gestire senza affanni. Ma è proprio lì che riaffiora il problema più grave di questa squadra: la mancanza di killer instinct.
L’Iceman che si scioglie sul dischetto
Chissà come Jonathan David si sia guadagnato il soprannome di Iceman.
Perché quando arriva il momento di chiudere la partita, dal dischetto, non resta nulla della freddezza promessa. Solo una pozzanghera d’acqua sotto i suoi piedi sciolti dall’ansia.
Il rigore viene calciato con un misto di paura e supponenza, uno scavetto presunto, più pensato che sentito, più arrogante che tecnico. E viene naturale chiedersi: perché prendersi quella responsabilità per calciare in quel modo?
Forse perché ti senti già arrivato. Forse perché uno stipendio principesco e l’etichetta di sostituto di Vlahovic ti hanno fatto credere di essere qualcosa che, alla Juve, devi ancora dimostrare di essere.
Alla Juventus il rigore non è un gesto estetico.
È un atto di responsabilità. E David, in quel momento, non lo è stato.
Cambiaso, il solito blackout
A completare il quadro ci pensa Andrea Cambiaso.
Un primo tempo di alto livello, tra i migliori in campo per qualità e presenza. Poi, come troppo spesso accade, il passaggio a vuoto mentale.
Un errore grave, inutile, che rimette in partita il Lecce e manda in difficoltà tutta la squadra. Cambiaso ha tecnica da esterno di livello internazionale, ma continua a dimostrare di non avere la continuità mentale richiesta dalla Juventus. E alla lunga questo pesa più di qualsiasi qualità tecnica.
Un pareggio che sa di occasione persa
Il Lecce fa il suo, sfrutta gli errori altrui e porta via un punto prezioso.
La Juventus, invece, deve fare i conti con l’ennesima occasione sprecata. Perché questo 1-1 non nasce da sfortuna o episodi arbitrali, ma da scelte sbagliate, presunzione e mancanza di lucidità.
Il controllo della partita non basta.
Alla Juve servono personalità vera, fame, capacità di chiudere le gare quando ne hai l’occasione.
La maglia pesa, sempre
Questo pareggio lascia una sensazione chiara:
alla Juventus nessuno può permettersi di giocare con leggerezza, tantomeno con arroganza. La maglia bianconera non perdona. Non perdona gli scavetti senza convinzione, non perdona i blackout mentali, non perdona chi si sente arrivato prima di esserlo davvero.
Contro il Lecce la Juve non ha perso solo due punti.
Ha perso l’occasione di dimostrare di essere cresciuta davvero.
E finché certi errori continueranno a ripetersi, la classifica dirà sempre meno della realtà.
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