La piazza di Vigevano si mobilita per Gaza
Vigevano. Quasi 300 persone sono scese in piazza, ieri, per mostrare solidarietà verso il popolo palestinese e chiedere lo stop alla distruzione di Gaza da parte di Israele in reazione agli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023 e mai più fermatasi.
Persone di tutte le età
Bambini, ragazzini e ragazzine, genitori, italiani e stranieri. Tutti con in mano una bandiera, qualcuno se l’era disegnata in viso, qualcun altro l’aveva legata in testa o in spalla. Piazza Ducale, ieri pomeriggio, per almeno due ore si è tinta a strisce nere, bianche e verdi con altrettanti triangoli rossi. Il presidio è iniziato con una videochiamata con Paolo Romano, consigliere regionale in Lombardia del Partito Democratico, che era su una delle navi GSF (Global Sumud Flotilla). Dalla sua dichiarazione, purtroppo le condizioni audio hanno compromesso non poco la qualità del collegamento, Romano ha riferito che «le due navi militari, la Fasan e la Alpino, inviate dal Governo a tutela degli italiani in navigazione con la Global Sumud Flotilla, possono solo recuperare corpi caduti in mare, nulla più».
Dopo il collegamento con Romano la parola è passata ad Edoardo Casati, esponente di Rifondazione Comunista, che ha voluto subito precisare il fatto che le Flotilla sono partite da diversi porti del Mediterraneo per compiere una missione umanitaria: quella di forzare l’assedio navale imposto da Israele a Gaza e consegnare cibo alla popolazione della Striscia ormai ridotta alla fame. Pavia stessa ha contribuito donando 5.5 tonnellate di alimenti. «
La solidarietà
Questa è la piazza di tutti quei vigevanesi e quelle vigevanesi – ha continuato Casati - che hanno la coscienza pulita. Proprio perché, dopo lo sciopero di lunedì, in generale quella classe dirigente che fa accordi con Israele si è spaventata. Per noi è importante tenere alta l’attenzione rispetto a Gaza, perché gli uomini e le donne della flottiglia fanno un qualcosa di simbolico: tentano di sfondare quello che è il blocco, ma ovviamente non lo fanno militarmente, ma hanno bisogno attorno a loro di una sorta di scorta mediatica che possa aiutarli. Alcuni dicono che le cose che portano sono poche, altri dicono che questi ragazzi si mettono in pericolo per fare una cosa che il governo avrebbe potuto fare in 5 minuti. Di fatto è una falsità perché comunque noi abbiamo preparato la flottiglia, abbiamo preparato i camion, gli autobus con tutto il necessario già da mesi. Il governo poteva svegliarsi prima, invece si è svegliato adesso perché sa che un'intera parte di Paese, anche persone ed elettori che hanno votato questo presidente del consiglio, sono per il riconoscimento dello Stato di Palestina e in generale siano con Gaza e la flottiglia».