Maria Ausiliatrice in vendita ma non si fa avanti nessuno
Chiuse tutte le attività dal settembre dello scorso anno, trasferite un po’ alla volta le diciotto religiose che lo gestivano, l’istituto Salesiano Maria Ausiliatrice di Caluso è in vendita: il costo si aggira intorno ai 3 milioni di euro. Ma, al momento nessun acquirente si sarebbe profilato all’orizzonte. Si tratta infatti di un notevole investimento a cui si aggiungono gli ingenti i costi di gestione del grande edificio di via Diaz, circondato da un’ampia area verde che avevano portato alla decisione di metterlo in vendita. L’istituto è sorvegliato da un guardiano che si occupa della manutenzione, e da un sofisticato sistema d’allarme per evitare intrusioni.
Il peso dei costi aveva portato al fallimento il Piccolo principe, l’hotel a cinque stelle affacciato sulla centrale via Marconi, che era stato messo all’asta. In questo caso però la lussuosa struttura alberghiera, acquistata dalla società Vercellese Actal, per 400 mila euro, avrebbe dovuto riaprire. Per un anno un grande cartello con la scritta “affittasi” era comparsa sul cancello in ferro battuto dell’hotel. Poi è stato rimosso. Si era parlato dell’apertura di un centro estetico e di una galleria di negozi. Ma tutto è rimasto sulla carta.
Intanto per salutare le suore la Famiglia Salesiana ed il parroco di Caluso Don Loris Cena avevano organizzato una messa celebrata nella chiesetta dell’istituto, ed un piccola cerimonia. Niccolò Agrò, rappresentante della famiglia Salesiana e presidente del gruppo teatrale l’Alfa e l’Omega, nato proprio all’interno dell’istituto aveva raccontato il grande impegno profuso dalle suore per la comunità nell’ambito delle progettazioni che si erano susseguite.
L’ultima situazione aveva visto due anni fa la sistemazione di alcuni spazi per ospitare cinque aule della primaria in attesa del termine dei lavori di riqualificazione della scuola Giuseppe Giacosa. Quella del Maria Ausiliatrice è una lunga storia: l’istituto aveva celebrato i cento anni dalla fondazione nel 2022, con un appuntamento intriso di tanti ricordi. La sua costruzione si deve alle sorelle benefattrici Felicina e Luigia Merlo: crearono un orfanotrofio per accogliere i numerosi orfani di quegli anni. Con il passare del tempo divenne un collegio-convitto con una scuola elementare, una media e corsi professionali. Poi, dopo un significativo intervento di ristrutturazione, venne adibito a comunità alloggio per minori in difficoltà. Ci sono stati poi l’accoglienza dei gruppi giovanili delle parrocchie, il centro estivo, con più di 150 ragazzi, la catechesi, il laboratorio di Mamma Margherita, gestito dai Salesiani, le messe nella chiesetta, ed un fitto programma di prevenzione ed integrazione per l’inserimento socio culturale degli immigrati, una scuola di danza. Tutte attività cessate. Resta la sua lunga storia. Lydia Massia