Petrucci (Federbasket): «La Nazionale giocherà alla Cittadella un match delle qualificazioni mondiali»
La cornice è entusiasmante, degna delle grandi occasioni: non solo per Tortona. Un’arena da 5.000 posti gremita in ogni angolo per l’inaugurazione della Cittadella dello sport, non solo una “casa” per il Derthona basket ma una struttura per la pratica sportiva e un luogo di aggregazione per la città.
«La famiglia Gavio ha deciso di investire qui, creando posti di lavoro e un gruppo di dimensione mondiale, e sostenendo il Derthona basket. Ha fatto non solo filantropia dimostrando con questa realizzazione l’amore per il territorio, dobbiamo tutti essergli infinitamente grati», ha sottolineato il sindaco Federico Chiodi. E l’applausometro sale quando si ringrazia il pubblico per avere per 11 stagioni seguito e sostenuto la squadra a chilometri di distanza, tra Voghera e Casale Monferrato. Poi la benedizione, officiata dal vescovo di Tortona Guido Marini, con un riferimento ai tanti giovani che troveranno occasione di attività in questo palasport. Tanti massimi dirigenti del basket italiano, dal presidente Legabasket Umberto Gandini al successore designato Maurizio Gherardini, ma la notizia bomba arriva dal presidente Federbasket Gianni Petrucci, che annuncia che la prossima partita delle qualificazioni mondiali della Nazionale verrà giocata a Tortona, una prima volta assoluta per il territorio tortonese.
Decibel al massimo da parte del pubblico quando a centrocampo arriva per il taglio del nastro il patron Beniamino Gavio con la famiglia, accolto dai cori “Grazie di tutto” provenienti dagli spalti: «Auspico che questo complesso diventi un luogo di aggregazione per tutti i concittadini e un motivo di orgoglio per il territorio», la dichiarazione nel momento del taglio del nastro, eseguito materialmente dalla cugina Raffaella, e dell’intitolazione della Cittadella al padre Marcellino e allo zio Pietro, fondatori del gruppo multinazionale da lui oggi presieduto.
Il presidente Marco Picchi ha ricordato di come ai tempi in cui era giocatore era inimmaginabile una struttura del genere. «Poi l’arrivo di Beniamino Gavio e il suo pensiero visionario: al primo incontro in cui chiedevamo un suo sostegno alla squadra ha ipotizzato di costruire un palasport: sembra incredibile, invece è successo davvero».