VOLLEY – Super Italia, ma che noia i continui video challenge
di Peppe Iannicelli
Fantastica ItalVolley femminile. Le azzurre hanno conquista la finale mondiale dopo una partita epocale contro il Brasile. Un testa a testa emozionante concluso sul vittorioso 15-13 delle strepitose atlete azzurre. Dopo la vittoria alle Olimpiadi di Parigi, il sestetto italiano – giunta alla trentacinquesima vittoria consecutiva – affronterà la Turchia per la conquista del titolo iridato.
La sfida tra Italia e Brasile è destinata a passare alla storia. Una lunga sequenza di sorpassi e contro sorpassi, attacchi fulminanti e difese incredibili. Cinque set di adrenalina pura che hanno tenuto con il fiato sospeso milioni di appassionati. L’unica nota stonata di una giornata trionfale per lo sport tricolore è stata l’infinita sequenza di video challenge. Nelle fasi cruciali ogni punto è stato monitorato al video interrompendo la tensione emotiva ed anche il ritmo gara delle super atlete in campo.
Mentre le atlete hanno dato il meglio delle proprie risorse, la crew arbitrale ha fatto un pessimo lavoro facendo montare tensione in campo ed irritazione a casa. Revisioni video in molti casi completamente inutili a fronte di episodi chiari e palesi come una palla toccata dal muro, una linea pestata, un dentro/fuori.
Ben venga la tecnologia applicata alla sport per supportare le decisioni arbitrali e garantire la totale regolarità del gioco. Ma durante la semifinale mondiale Italia-Brasile la tecnologia è stata utilizzata troppo e male. Una delle migliori caratteristiche dello sport è la repentinità degli eventi che si succedono in campo, in palestra, in piscina, in pista. Se questo ritmo viene spezzato ad ogni azione si rischia di comprometterne la bellezza e l’essenza.
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