A Caluso vendemmia anticipata con uva di ottima qualità nonostante la popillia japonica
CALUSO. L’avanzata della popillia japonica non fermerà la vendemmia dell’Erbaluce di Caluso: anzi per il robusto e versatile vitigno autoctono, giudicato il migliore dalla Regione Piemonte nel 2023, si annuncia un’ottima annata, favorita dal clima caldo. I viticoltori in Canavese non si lasciano sconfiggere dal pessimismo e dai danni della popillia japonica che pure ha interessato l’area del Canavese (le stime di Coldiretti parlano di 10milioni per il comparto Erbaluce) e provano ad analizzare la vendemmia che sarà, che promette essere con uve di buona qualità.
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RACCOLTA ANTICIPATA
«La raccolta delle uve sarà di certo anticipata rispetto agli ultimi anni: – dice Bartolomeo Merlo, presidente del Consorzio di tutela vini docg Caluso e doc Carema Canavese e della Cooperativa produttori Erbaluce – forse anche alla fine di agosto per la base Spumante per poi proseguire i primi di settembre con gli uvaggi destinati al Passito per terminare con quelli che diventeranno Erbaluce docg fermo». Cosi era stato nel 2022. Ma il coleottero originario del Giappone, ha lasciato comunque pesanti segni del suo passaggio nei vigneti del Canavese. «I più colpiti sono quelli verso Mazzè, nella bassa zona collinare del Macellio e poi nella zona di Piverone», fa il punto Merlo, mentre ci mostra la devastazione in un vigneto di proprietà di uno dei 130 produttori soci della cooperativa: il piccolo insetto, si è mangiato tutto il fogliame delle vite: il grappolo c’è, ma gli acini sono ancora verdi, troppo indietro nella maturazione. I raggi del sole cogente bruciano il terreno che appare brullo: il calore è soffocante, lo spettacolo delle foglie di cui resta solo la rete delle nervature, desolante.
VIGNETI SENZ’UVA
«Purtroppo in questi vigneti non ci sarà vendemmia. La maggior parte dei vigneti, però, è stata colpita in modo meno pesante. E la vite riuscirà a riprendersi – analizza ancora Merlo –. Quello che ci preoccupa sarà però che cosa succederà il prossimo anno: ora le femmine adulte della popillia hanno già deposto le uova nel terreno dei vigneti. La femmina scava nel suolo fino a una profondità di 5–10 cm, e nel corso della sua vita adulta può entrare nel terreno per più di 16 volte e depositare un totale di 40-60 uova. Si schiuderanno in primavera e noi dovremmo essere pronti per combattere l’invasione. Gli interventi indicati e consentiti dal piano delle Regione Piemonte li abbiamo messi in atto, eccezion fatta per chi coltiva in biologico, ma servono studi per capire e combattere il ciclo vitale della popillia che al momento non conosciamo con precisione. Il consorzio di tutela ha fatto sforzi enormi ed investimenti per migliorare la promozione e la qualità dell’Erbaluce. Non possiamo permetterci dei passi indietro. Anche il mercato del vino continua a premiarci e non temiamo i dazi, poiché la quantità di Erbaluce esportata negli Stati Uniti è minima».
UN MILIONE DI BOTTIGLIE
Nelle ultime annate, secondo i dati del Consorzio di tutela vini docg Caluso e doc Carema e Canavese, la produzione complessiva di bottiglie di Erbaluce nelle tre declinazioni, Fermo, Spumante e Passito è stata di poco inferiore al milione di bottiglie: «Una produzione che quindi resta sostanzialmente stabile, ma che conquista spazi nella ristorazione d’eccellenza». Prematuro ora per Bartolomeo Merlo indicare oggi la resa della vendemmia in previsione di un calo causato dagli attacchi della popillia. «Potremo comunque essere più precisi tra un paio di settimane», sottolinea il presidente del Consorzio. Ma ci sono cose, invece, che il presidente afferma di poter dire già con sicurezza oggi: «Certa è invece la qualità dell’uva che sarà ottima con un giusto equilibrio tra acidità e gradazione, merito del perdurare del caldo. Avremo quindi un vino morbido, piacevole e ben strutturato. Sarà anche un vino iper longevo, che potrà affinarsi molto bene nel tempo. Ciò si deve all’aumento delle temperature che ormai è diventata una costante e che ci allinea con i vini del sud Italia». In media, nelle vasche della cooperativa produttori, vengono conferiti circa 3 mila quintali di Erbaluce docg e 700 quintali di uvaggi rossi misti. Buone notizie anche sul fronte del Consorzio di tutela che vede l’ingresso di due nuovi produttori, entrambi di Rivara: il numero sale a 39. Lydia Massia