Graffito sfregia pilastro del Ponte vecchio
Ivrea
Un simbolo della città, uno degli angoli più fotografati di Ivrea, all’incirca tre mesi fa è stato deturpato alla base da un graffito opera di qualche amante della bomboletta spray. Che si tratti di vandalismo o di arte, la questione è negli occhi di chi guarda, ma non si può negare che il Ponte vecchio, uno degli angoli storici della città, sia stato rovinato da una pittura che nulla ha a che vedere con la sua lunga e antica storia.
Il Ponte del Borghetto è di origine romana, ma dell’antica struttura restano scarse tracce alla base dei pilastri principali. Fu sicuramente costruito in pietra, ma nel corso dei secoli subì danni irreparabili, tanto da essere poi sostituito con una struttura di legno. Dal Seicento, quando venne ricostruito in muratura, per secoli è stato l’unico passaggio verso Torino e il resto del territorio. Nel periodo medievale venne anche coperto e difeso, alle estremità, da due torrette. A quell’epoca, per entrare a Ivrea attraverso il ponte, bisognava pagare un pedaggio. Nel 1704, durante l’assedio francese, il ponte venne poi fatto saltare, per essere successivamente ricostruito nel 1716, con copertura e torri di guardia. È in questo periodo che vennero anche aggiunti i due archi laterali. Nel 1830 il ponte venne nuovamente ampliato per consentire il passaggio di carri e carrozze e l’arrivo della modernità.
Con tutta questa lunga storia è certo che il volto stilizzato realizzato da un ignoto artista eporediese ha poco a che vedere. E in una città che vuole fare del turismo una delle sue attività di punta il fatto che uno dei suoi monumenti principali, nel cuore della città e al centro di molti scatti dei visitatori, sia stato rovinato con un’opera fuori luogo non è di sicuro un fatto positivo. Non è la prima volta che angoli della città sono stati presi di mira dai graffitari: è il caso, per esempio, della farmacia di via Palestro, ma anche di sfregi di vernice sulle facciate degli edifici simbolo dell’era olivettiana, in via Jervis, nel cuore del patrimonio Unesco, poi ancora il mural lungo le pareti di un’abitazione privata in via Vaglia, proprio sotto il Duomo, e infine i pannelli del gruppo Aido di Ivrea in via Alberton.
A nulla sembrano essere serviti, per il momento, gli appelli del sindaco Matteo Chiantore agli artisti armati di spray lanciati nel 2023 dopo lo sfregio al cartellone dell’Aido: il primo cittadino era pronto ad incontrare gli autori in municipio, per avviare una collaborazione al fine di colorare la città invece di sfregiarla, dando spazio alla street art invece di reprimerla. Intanto l’amministrazione comunale valuterà i possibili interventi per riportare uno dei più apprezzati simboli cittadini alla sua bellezza originaria: «Il disegno verrà cancellato perché deturpa il ponte vecchio a cui siamo legati per il suo valore storico ed estetico – afferma l’assessore alle Manutenzioni Massimo Fresc –. È necessario educare al rispetto dei beni pubblici, ma allo stesso tempo sarebbe interessante trovare superfici idonee dove permettere la libera espressione».