Il sentiero nel bosco di Pietragavina dove le campane suonano col vento
Prima è nata l’Osteria all’aperto, dove fermarsi liberamente er un picnic, poi il Quadro panoramico attraverso il quale scattare una foto, quindi la Quercia del bacio, di sera punteggiata di piccole luci. Sabato l’associazione di Pietragavina “Su per Prega” ha inaugurato un nuovo progetto, un percorso sonoro che ha chiamato Eco del vento.
Trentacinque campane eoliche realizzate in ceramica grezza e metalli di recupero diventano strumenti musicali nelle mani di un direttore d’orchestra speciale, il vento. «Il camminatore non segue un tracciato, ma un’eco: un filo invisibile fatto d’aria e di suono – spiega Ruggero Griffini, ideatore del progetto – Man mano che si avanza nel bosco, la trama sonora si fa più densa. Le frequenze si sovrappongono, i materiali risuonano in modi diversi: il metallo vibra profondo, la ceramica canta lieve. Il paesaggio acustico guida verso un punto culminante, dove il vento incontra una concentrazione di sculture sonore».
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Il piccolo concerto tra gli abeti
Al termine del viaggio ci si imbatte in un punto in cui dalle corde, legate a formare un triangolo tra i tronchi di abete, pende una manciata di campane colorate e leggere.
«Se la giornata è favorevole il vento dà vita a un piccolo concerto» spiegano quelli di “Su per Prega” un gruppo di persone che hanno scelto di vivere nella piccola frazione di Varzi: chi ci è nato e ha riscoperto l’agricoltura, chi lavora in smart working, chi vi trascorre solo il fine settimana. Centottanta anime (censimento del 2011) all’ombra del castello Malaspina. Oggi qualcuna in più .
Al direttivo dell’associazione formato da Gabriele Indolenti (vice sindaco di Varzi), Giampietro Guidi, Andrea Livini e Cristina Negri si è aggiunto da un paio d’anni anche Ruggero Griffini, 35 anni, una carriera nella danza contemporanea fermata da un infortunio, un diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e un lavoro come scenografo e performer.
E’ venuta a lui e a Giampiero Guidi l’idea delle campane sonore, subito sposata dagli altri .
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Sulle orme di Paolo Soleri
«Ho fatto una ricerca sugli itinerari sonori nella natura – spiega Griffini – e mi sono documentato in particolare sulle campane di Paolo Soleri, architetto e urbanista visionario degli anni Settanta».
Torinese, classe 1919, dopo essersi trasferito in Arizona, perché amava il deserto, Soleri ha influenzato intere generazioni di colleghi, ma anche di creativi, dal fumetto al cinema. Le sue case a cupola avrebbero ispirato a George Lukas la casa di Luke Skywalker in Star Wars.
«Con l’aiuto di una brava ceramista della zona, Elena Viletti, ho approcciato la lavorazione dell’argilla – continua Griffini – Dopo bozzetti e prove sono nate le nostre campane sonore».
Il percorso parte dal campo di calcio della frazione (dietro al castello) e si inoltra nel bosco per circa 500 metri in piano. Dal 2022 nel piccolo borgo a 752 metri sul livello del mare l’associazione lavora per promuovere il territorio. E anno dopo anno aggrega nuovi iscritti, anche dai dintorni. Ovviamente i turisti sono accolti a braccia aperte.
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