Buoni fruttiferi postali nel vecchio mobile, due pronipoti adesso reclamano l’eredità
PAVIA. Sono già emerse due eredi dei buoni fruttiferi postali ritrovati in un vecchio mobile comprato su un sito di annunci e dal valore attuale di circa 181mila euro. Si tratta di due sorelle di Pavia: la maggiore, 60 anni, è infermiera all’ospedale San Matteo; la minore, 53 anni, lavora in un altro settore.
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Sono figlie di cugini di Carlo e Francesca De Martino, i fratelli nati ai primi del ’900 a cui risultavano intestati la maggior parte dei titoli. I loro nomi compaiono solo su alcuni buoni, e per questo sarà necessario accertare, con documenti e verifiche genealogiche, le quote spettanti e l’eventuale presenza di altri aventi diritto.
Cosa è successo
La vicenda ha preso il via pochi giorni fa, quando Mauro Benzoni, 45enne residente vicino Crema e appassionato di antiquariato, ha deciso di restaurare una credenza acquistata oltre un anno fa su un sito specializzato. Un mobile che Benzoni aveva acquistato in una casa in ristrutturazione a Pavia città nell’estate dello scorso anno. Da allora il mobile era rimasto in un cascinale di proprietà di Benzoni. Solo di recente il 45enne ha iniziato a maneggiare il mobile. Smontando e pulendo i cassetti, Benzoni ha individuato un doppio fondo: dentro, avvolti in carta velina e tessuti protettivi, c’erano diciotto buoni postali ordinari emessi tra il 1992 e il 1994.All’epoca valevano complessivamente 18 milioni e 200mila lire. Oggi, con interessi e conversione in euro, la somma arriva a circa 181mila euro. La maggior parte dei titoli è intestata a Carlo e Francesca De Martino, nati rispettivamente nel 1907 a Sondrio e nel 1911 a Belgioioso (Pavia). Quindi sono entrambi deceduti.
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Benzoni, che non ama la ribalta e non possiede profili social, ha scelto di attivarsi subito per trovare i legittimi proprietari. Ha contattato l’associazione Giustitalia, specializzata nel rintraccio di eredi, e i carabinieri di Lodi, diffondendo la notizia per via mediatica. L’appello ha funzionato in tempi rapidi: «Due persone si sono già presentate ai carabinieri- spiega l’avvocato Giovanni Rossetti di Giustitalia – Ora sono in corso le verifiche necessarie per arrivare a dipanare l’intera vicenda».
I buoni furono emessi dalla succursale 5 di Poste Italiane di Pavia, in via Tasso. Sono titoli trentennali, scaduti tra il 2022 e il 2024, ma ancora riscattabili tra il 2032 e 2034 secondo la scadenza originale grazie al termine di prescrizione di dieci anni previsto dalla legge. Oltre quella data, diventerebbero “decotti” e il capitale rientrerebbe allo Stato.
Dietro quei titoli si nasconde una storia di risparmio tipica degli anni ’90 del secolo scorso, quando i buoni postali fruttiferi rappresentavano una delle forme di investimento più amate dagli italiani. Garanzia statale, interessi più alti rispetto a oggi e gestione semplice li rendevano ideali per accantonare un gruzzolo destinato ai figli o ai nipoti. A Mauro Benzoni, nel caso la pratica si concluda, spetterà per legge il 10% come previsto dal codice civile. Il 45enne cremasco ha spiegato di aver dato il via alle pratiche «perché quei buoni sono stati frutto di risparmio di qualcun altro, non potevo fare finta di nulla. Non amo la pubblicità, non ho nemmeno un profilo sui social network e vivo lontano dai riflettori, però ho deciso di dare quei buoni alle autorità affinché trovino i legittimi eredi. Non di certo l’ho fatto per soldi, per avere una quota. Sia chiaro non sputo sopra il denaro, ci mancherebbe. Però posso benissimo fare a meno di 18-20mila euro».