Stop ai treni sul ponte di Bressana: pendolari appiedati a Voghera e hinterland
VOGHERA. Chi ha potuto si è messo in ferie, o ha chiesto all’azienda un’estensione straordinaria dello smart working. Chi doveva andarci per forza, a Pavia o a Milano, ha recuperato un’automobile e ha imboccato l’autostrada. Chi ci è riuscito, insomma, ha fatto in modo di non trovarsi, in queste prime mattine di assestamento, nelle stazioni di Voghera, Lungavilla, Bressana Bottarone e San Martino Siccomario, dove puntualmente si sono verificati tutti i disagi che ci si aspettava dal momento in cui è stata annunciata la chiusura del ponte di Bressana per lavori.
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E se il primo giorno ci si sono messi guasti e incidenti a rendere la situazione ancora più difficile, il secondo giorno è stato il numero insufficiente di bus sostitutivi messi a disposizione da Trenord a costituire il principale problema per i viaggiatori. Bus che, per inciso, non arrivano fino a Milano, ma si fermano a Pavia, da dove poi bisogna proseguire il viaggio in treni altrettanto strapieni (la S13 delle 7.39 da Pavia, per esempio, ieri mattina era impraticabile già a Villamaggiore).
Mezzi insufficienti
In alcuni casi l’azienda dei trasporti ha previsto un solo pullman per sostituire un intero treno, e questo ha fatto sì che i passeggeri viaggiassero stipati fin dalla mattina all’alba. O che non viaggiassero affatto: «Ieri mattina presto – racconta Davide Benzoni, referente dei pendolari d’Oltrepo – i bus che avrebbero dovuto fare le fermate intermedie non le hanno fatte tutte. Questo perché sono partiti da Voghera già carichi, e non potevano raccogliere altri passeggeri per strada. Chi ha aspettato invano nelle stazioni più piccole, quindi, si è poi dovuto organizzare diversamente per riuscire ad arrivare a lavoro».
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Ma anche chi è riuscito a salire sul bus è fortemente critico: «Ho preso il pullman delle 5.20 da Lungavilla – dice una pendolare arrabbiata – ma i bus te li devi cercare perché non c’è personale di supporto, e sono uno per ogni treno sostituito: qualcuno infatti non è riuscito a salire sul bus prima dell’orario in cui l’ho preso io, immagino sia successo anche con le corse successive. I tempi di percorrenza sono lunghi e immotivati, e non capisco perché non si è pensato alla tratta diretta per Milano». La situazione non è migliorata al rientro: «Ho preso il pullman da Pavia alle 19.05 – aggiunge un’altra pendolare – e non sto a raccontare le scene per salire. Pigiati come carro bestiame. Servono più pullman. Chi si è occupato di organizzare non ha presente che un solo pullman non sostituisce un treno e che il flusso di gente che viaggia su questa linea è enorme».
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Certo, non tutto è andato male: alcuni bus, come il 7.10 da Voghera, già al giorno 2 erano più praticabili rispetto al giorno precedente. Segno che qualcuno ha rinunciato a prendere i mezzi, perché Trenord non ha aggiunto corse tra lunedì e martedì, e al momento non si prevedono modifiche immediate: «In un servizio sostitutivo importante – ha dichiarato laconicamente l’azienda - i primi giorni rientrano in un quadro di normale assestamento. Monitoriamo la situazione per adeguare il servizio in base all’andamento».
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«Servirebbe un diretto per Milano»
Il commento ha fatto arrabbiare ulteriormente i viaggiatori, che, dal primo giorno chiedono l’istituzione di bus diretti da Voghera a Milano. Ora su questa possibilità l’azienda non si pronuncia. «Il primo giorno si sono verificate tutta una serie imprevisti, dal guasto al convoglio sulla S13 che ha portato alla soppressione del 24317 e del 24324 fino all’incidente in autostrada e persino un suicidio alla stazione di Stradella – commenta Franco Aggio, portavoce di Mimoal, il Movimento dei pendolari della tratta Miano-Mortara, ma che monitora l’intero panorama del trasporto ferroviario provinciale – ma ieri non è successo niente di tutto ciò, e molti disagi sono rimasti. Questo perché non è cambiato nulla nell’organizzazione: i pullman sostitutivi sono gli stessi, non ne sono stati aggiunti, e le persone che hanno pagato un regolare abbonamento si trovano a dover sgomitare per trovare un posto sui convogli».