Terre d’Oltrepo, il nuovo Cda rinuncia: la Regione pensa al commissariamento
BRONI. Il Cda di Terre d’Oltrepo getta la spugna dopo appena una settimana e rinuncia all’incarico conferitogli dall’assemblea dei soci di venerdì scorso. «Una scelta difficile, ma necessaria» l’ha definita l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, primo sponsor del nuovo corso della Cantina di Broni, che ora apre la strada all’intervento «degli organi ministeriali preposti al controllo», che significa in pratica il commissariamento.
L’atto finale
La nota dell’assessore Beduschi, arrivata ieri pomeriggio, ha confermato le voci che giravano già da venerdì, quando anche la seconda riunione del Cda era andata a vuoto, senza ratificare le nomine: i dodici consiglieri eletti una settimana fa (Andrea Massari, Paola Fugagnoli, Filippo Colombi, Federico Crevani, Paolo Bazzano, Daniele Calatroni, Andrea Delmonte, Giovanni Giorgi, Filippo Nevelli, Roberto Penati, Carlo Angelo Ferrari, Davide Musselli) e il membro di diritto Mattia Affini (Confcooperative), in rappresentanza del socio sovventore Fondosviluppo, hanno confermato la non accettazione della carica, «alla luce degli elementi emersi nei giorni successivi» ha precisato Beduschi. Anche se l’assessore non è sceso nei dettagli, a frenare il Cda sarebbe stata la situazione debitoria e la procedura in corso di composizione della crisi, avviata dalla precedente gestione. «La situazione emersa dopo le elezioni del nuovo Cda di Terre d’Oltrepo ha confermato la necessità di un’operazione di discontinuità che Regione Lombardia, insieme al sistema cooperativo e alle organizzazioni agricole, ha sostenuto con convinzione e responsabilità – ha spiegato l’assessore all’Agricoltura -. Un’azione che ha interrotto un’inerzia pericolosa e ha fatto piena luce su una gestione che non consentiva alcuna possibilità di rilancio e nella convinzione che ulteriore immobilismo avrebbe portato ulteriori danni ai soci conferitori». Ora, aggiunge Beduschi, «si apre una fase nuova, nella quale interverranno gli organi ministeriali preposti al controllo: a loro il compito di far piena luce sui comportamenti e sulle eventuali responsabilità che hanno portato a questo stato di cose, nell’ottica di una massima trasparenza»: «Abbiamo tentato tutte le strade per garantire una continuità operativa dopo aver auspicato la discontinuità gestionale, per avere contezza dei conti e della reale possibilità di continuare – assicura Beduschi – ma una volta scoperte tutte le carte è stato chiaro che la situazione attuale non consente alcuna prosecuzione della governance». Ma l’assessore garantisce che le istituzioni non lasceranno soli i viticoltori: «Il nostro impegno – conclude Beduschi – sarà quello di accompagnare e velocizzare il più possibile questo percorso, lavorando in parallelo per individuare strumenti di sostegno a favore dei soci e del territorio, soprattutto in vista di una vendemmia che si preannuncia particolarmente complessa. L’operazione trasparenza era un passaggio inevitabile. Regione Lombardia e lo Stato non lasceranno soli i viticoltori dell’Oltrepo, che meritano un futuro ben diverso».