Ornigotti lascia la delegazione «L’orgoglio? Segnalai Acerbi»
PAVIA
Dopo gli ultimi otto anni al servizio della Delegazione di Pavia della Figc, Giovanni Ornigotti ha deciso di chiudere un lungo capitolo della sua carriera.
Come mai questa scelta?
«Nel 2015 sono rientrato nella delegazione come componente, su invito del Delegato Roberto Del Bo. Ho dato una mano soprattutto sull’attività di base e poi nella strutturazione dei campionati giovanili e delle rappresentative provinciali. È stato un lavoro importante, ma con il nuovo corso del Comitato Regionale Lombardia ho sentito che fosse arrivato il momento di staccare. Lascio in buoni rapporti, dopo aver cercato di dare il mio contributo».
La sua esperienza nella Figc parte da molto più lontano?
«Sì, a fine anni ’80 ero già nella Delegazione come responsabile dell’attività di base. Poi per dodici anni sono stato responsabile regionale di quell’area, quando il Settore Giovanile e Scolastico era una sezione autonoma del Comitato Regionale. Ho coordinato tutta l’attività giovanile dagli Allievi in giù, e per tre anni sono stato anche selezionatore regionale della rappresentativa Giovanissimi».
C’è qualche episodio che ricorda con particolare orgoglio?
«In una selezione regionale nel 1988 notai un ragazzo che giocava nella Voluntas Brescia: Francesco Acerbi. L’ho segnalato come talento promettente, e la sua carriera lo ha confermato. Ma al di là dei singoli nomi, ciò che mi ha gratificato è stato formare gli istruttori».
Cosa serve oggi per rilanciare l’attività di base?
«Serve una società che voglia davvero crescere i propri tecnici, perché solo così crescono anche gli atleti. Non bastano corsi e patentini, serve accompagnare gli allenatori dopo la formazione, monitorarli, sostenerli».
Come giudica la situazione attuale nella provincia ?
«Toglierei la calendarizzazione ufficiale per le categoria Primi Calci e Piccoli Amici di fatto si rischia, solo, di fare agonismo con bambini di 6-7 anni e litigi tra dirigenti e genitori».
La sua esperienza può ancora essere utile? È disponibile per nuovi progetti?
«Se ci fosse una società con ambizione vera, che vuole crescere tecnicamente e organizzativamente, sarei felice di dare una mano. L’importante è che ci sia voglia di lavorare».ENRICO VENNI