La facoltà di Medicina pavese è la migliore d’Italia: la conferma nella classifica del Censis
PAVIA. La facoltà di Medicina dell’università di Pavia è la migliore d’Italia: la conferma arriva dalla nuova edizione della classifica Censis, che ogni hanno pubblica la graduatoria sulla qualità degli atenei. Da almeno un decennio, il corso cittadino di Medicina è ai vertici nazionali nel listino del Centro studi di Roma. L’ateneo è invece al secondo posto nella classifica generale sui grandi centri accademici, cioè quelli con meno di 40mila iscritti: sul gradino più alto del podio l’università della Calabria, che ha scavalcato Pavia nel 2024. Ma con un punteggio di 90,2, Unipv è il migliore ateneo in Lombardia e nel nord Italia.
La classifica
Per quanto discusse e basate su criteri a volte arbitrari, le classifiche delle università sono molto consultate dalle famiglie per orientarsi nella scelta dell’ateneo per i propri figli. Quella del Censis – tuttavia – gode di buona reputazione perché focalizzata sul solo sistema universitario italiano, a differenza di altre classifiche internazionali che paragonano realtà molto diverse tra loro. La classifica del centro studi valuta gli atenei sulla base delle strutture disponibili, dei servizi erogati, del livello di internazionalizzazione, dell’occupabilità post-laurea e della spesa per le borse di studio, tra le altre cose. Pavia è ai vertici della classifica generale negli atenei con più di 20mila iscritti e meno di 40mila, mentre il punteggio sui singoli indicatori è variabile ma comunque buono. L’ateneo cittadino occupa il primo posto nella scala dell’internazionalizzazione, cioè la capacità di attrarre studenti stranieri e di mandare i propri in università estere. Più basso il piazzamento nella classifica che valuta la spesa sostenuta per le borse di studio. In questo listino Pavia è settima su 17 ma recupera sull’indicatore che valuta i servizi, soprattutto l’erogazione di pasti e l’accoglienza nei collegi: il Censis ha assegnato il terzo posto. L’ateneo è secondo, invece, nel listino sulle strutture per la didattica (laboratori, numero di posti in aula o in biblioteca): davanti c’è solo Parma. Più basso il risultato sull’occupabilità: l’università è ottava nel listino Censis dei grandi atenei che valuta il tasso di occupazione a un anno dalla laurea.
Le facoltà migliori
La facoltà di Medicina non è l’unica che si piazza bene per qualità della didattica: i corsi nell’ambito dell’Ingegneria-civile e architettura sono al terzo posto in Italia (dietro il politecnico di Milano e Ferrara); stesso piazzamento per Farmacia e farmacia industriale. Ben valutate le triennali: quelle a indirizzo politico-sociale sono nella top 10 italiana, mentre l’ambito psicologico è al quarto posto dietro Trento, Bologna e Padova. Bene anche le magistrali biennali in economia, lettere, ingegneria industriale e dell’informazione. Il rettore uscente Francesco Svelto commenta: «Accolgo con soddisfazione la conferma della grande qualità del nostro ateneo attestata dal Censis. Le diverse classifiche concordano nel sottolineare il ruolo di primo piano di Pavia sullo scenario nazionale e internazionale. Quella appena pubblicata assume in particolare il punto di vista dello studente e conferma quanto di buono è stato fatto in questi anni e, sono certo, si farà in futuro».
Pavia batte Bicocca e Statale tra gli atenei pubblici lombardi
Con un punteggio di 90,2 nella classifica generale, secondo il Censis l’ateneo di Pavia è il migliore tra le università statali (e generaliste) della Lombardia: il Politecnico di Milano, invece, è il migliore d’Italia con 98 punti nella classifica dedicata, mentre la Bocconi di Milano è la prima delle private. Il punteggio di Pavia è superiore a quello di Milano Bicocca (altro grande ateneo con oltre 40 mila iscritti, valutato con 85 punti dal centro studi) della Statale di Milano (quarta tra i mega atenei con 84, 2 punti). Anche le università di Brescia e Bergamo hanno ottenuto un punteggio più basso di Pavia: rispettivamente 87.3 e 86.2 punti secondo il Centro studi investimenti sociali con sede a Roma. L’ateneo dell’Insubria, invece, ha totalizzato 83.8 punti nella classifica sugli atenei di medie dimensioni.
Tra le università private, la Bocconi di Milano è seconda nella classifica dei grandi centri privati (tra i 20 e i 40mila iscritti): con 91.4 punti, è poco dietro la Luiss di Roma che ne ha totalizzati 94.2. Al terzo posto la Cattolica di Milano, che ha totalizzato 78 punti. Nel listino che valuta gli atenei di medie dimensioni, la Iulm di Milano è seconda italiana con 79.6 punti, dietro la Lumsa di Roma che invece sale a quota 83. L’università del San Raffaele di Milano è penultima nel listino dei piccoli atenei privati, che ne ha analizzati dieci in tutto: con 73 punti, dietro c’è soltanto Aosta con 72.8. Il Campus biomedico di Roma, la cui facoltà di Medicina gode di una buona reputazione a livello italiano, è al terzo posto nel listino dei piccoli atenei privati, cioè quelli con meno di 10mila iscritti. —