Antonella Ruggiero al Carmine: «Ai giovani dico: siate voi stessi»
PAVIA. Antonella Ruggiero incarna un po’ il titolo di un suo album recente, Come l’aria che si rinnova, uscito nel 2022. La cantautrice genovese, classe 1952, considerata una delle voci più raffinate del panorama musicale italiano, ha attraversato quarant’anni di musica italiana passando dal pop alla musica sacra, dal fado alla lirica in una ricerca continua musicale ma anche spirituale ed esistenziale. Fino al 1989 con i Matia Bazar e poi come solista.
Domenica sera, alle 21, Antonella Ruggiero sarà per la terza volta l’ospite d’onore al festival del Carmine, la rassegna promossa da quattordici anni dal parroco don Daniele Baldi insieme a Non solo Sound e Mymusicservice. «Non è la prima volta – ricorda la cantante al telefono dal suo studio milanese – a Pavia vengo sempre molto volentieri».
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Che concerto sarà?
«Proporrò un repertorio personale, fatto di luoghi lontani, memorie, brani del cantautorato genovese arrangiati in modo nuovo e originale. Sul palco domani sera sarò accompagnata da Roberto Olzer all’organo liturgico e da Roberto Colombo (il marito, ndr) al vocoder e synth basso».
Quasi mezzo secolo di cariera, segnata da una continua sperimentazione.
«C’è una cosa che trovo interessante: spostarmi sempre, quando posso, dai luoghi comuni. A fare cose ogni volta diverse ci si diverte di più e non si cade nella ripetitività. E’ bello essere aperti allo stupore, smuovere ricordi, sensazioni. Anche sul palco dove, a ogni spettacolo, si tira fuori ciò che si ha dentro in quel momento. Io mi accompagno a musicisti che sanno fare dell’improvvisazione un’espressione d’arte. E quindi un mio concerto non sarà mai uguale all’altro».
Nel 1975, a 23 anni, ha partecipato alla nascita dei Matia Bazar (lasciati poi nel 1989). Altri tempi. Cosa suggerirebbe oggi a un giovane cantautore?
«Consiglio di essere sempre se stesso. Ognuno ha dentro quel tocco di genialità che lo distingue dagli altri. Il pericolo è invece cadere nell’omologazione. Il successo non si sa mai in anticipo se arriverà oppure no, quindi non vale la pena copiare gli altri. Che senso ha farlo se una cosa già esiste?»
Cinque festival di Sanremo con i Maria Bazar, sei da solista. Ci tornerebbe?
«Non ne ho nessunissima voglia. Non ci tornerò più».
E’ testimonial dell'associazione LINFA onlus, che si occupa della lotta alla neurofibromatosi e ai tumori pediatrici. Quanto conta l’impegno di un artista?
«E’ una goccia nel mare ma quando se ne ha la possibilità perché non farlo? I grandi risultati ovviamente si ottengono con la ricerca finanziata da chi dovrebbe farlo, ma far sapere che esistono un’associazione da sostenere o una patologia trascurata da far conoscere penso sia sempre positivo».
La serata è a ingresso libero (è gradita un’offerta).
La rassegna ha il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Comune di Pavia e Camera di Commercio Pavia, e ha il supporto di Fondazione Monte di Lombardia. IL programma completo su www.festivaldelcarmine.it. —
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