Il Tar ha sospeso il progetto del campo fotovoltaico da 70mila metri quadri
MARCIGNAGO. Impianto fotovoltaico, il primo round va al Comune. Il Tar ha infatti sospeso, con un’ordinanza, il ricorso inoltrato dalla società che aveva impugnato il provvedimento della sindaca Anna Maria Ghigna che imponeva lo stop alla realizzazione del progetto, in attesa della decisione della Corte costituzionale chiamata a dare un giudizio definitivo sulla questione che riguarda anche molti altri casi in Italia.
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impianto da 70 mila metri quadrati
«A settembre una società aveva presentato una domanda in Comune per realizzare un impianto fotovoltaico di oltre 70 mila metri quadrati nella zona industriale – ricorda Anna Maria Ghigna –. Per intenderci un’estensione pari a quella di 14 campi da calcio. Il terreno è agricolo, quindi questo avrebbe comportato uno stravolgimento di tutta l’area e la morfologia del territorio. Noi non siamo contro questo tipo di interventi, ma in questo caso la nostra perplessità era proprio sulle dimensioni del progetto».
Secondo la documentazione presentata, l’intenzione sarebbe quella di realizzare un impianto di produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica di potenza pari a 7.403,52 kW, con relative opere. Il primo passo fatto dall’amministrazione è stato quello di capire se esistesse una pianificazione regionale per questo tipo di progetti. «Attualmente però non esiste una normativa chiara in questo settore – prosegue la sindaca di Marcignago –. Quindi ci siamo opposti». La risposta della società non si è fatta attendere, con un ricorso al Tar contro l’ordinanza del Comune. Ad aprile c’è stata l’udienza, anche se la decisione dei giudici amministrativi è stata resa nota solo in questi giorni.
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Nello specifico, il Tar della Lombardia ha sospeso la procedura motivando tale scelta che attualmente la normativa che regola la realizzazione di questo tipo di impianti è al vaglio della Corte costituzionale, che ancora non si è espressa nel merito. Da qui la decisione di sospendere, per il momento, anche un’eventuale decisione definitiva (tramite una sentenza) sul caso di Marcignago. «E’ una posizione che a mio modo di vedere farà giurisprudenza – sottolinea la sindaca –. C’è un evidente vuoto normativo su questo tema. E questo è stato messo in evidenza senza possibilità di equivoco da parte dei giudici amministrativi. La questione, peraltro, era già stata sollevata dal Tar del Lazio, che sosteneva appunto che i criteri dell’attuale normativa non sono precisi. Così come abbiamo sostenuto noi pronunciando il nostro parere contrario al progetto».