Appalti truccati nelle carceri, perquisizione anche a Pavia
PAVIA. La Finanza ha perquisito anche un'abitazione in centro a Pavia, dove abita una funzionaria di 37 anni del Provveditorato regionale. La dirigente (non indagata) è una collega di Michele Caliendo, l'ingegnere di Rho accusato di turbativa d'asta e falso nell'inchiesta della Procura di Milano sui lavori nelle carceri lombarde, che sarebbero stati eseguiti con appalti truccati, e collega anche di un altro funzionario. I finanzieri hanno svolto una perquisizione anche a Pavia, oltre che negli uffici del Provveditorato, per acquisire documenti, chat o mail riferiti agli indagati. Proprio da una mail, relativa ai lavori per il campo da calcio dei detenuti al carcere di Torre del Gallo, era partita l'inchiesta.
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Le segnalazioni della direttrice
I lavori al campo da calcio per i detenuti erano già stati oggetto di numerose segnalazioni da parte della direttrice di Torre del Gallo, Stefania Mussio, che aveva lamentato l'inutilizzabilità di quel campo e l'assenza di sicurezza, proprio perché l'intervento era incompleto. La questione era stata sollevata anche dagli avvocati della Camera penale durante una visita al carcere di Pavia, alla fine dello scorso anno: «Vi è un campo da calcio in fase di ultimazione, ma per utilizzarlo mancano ancora alcuni lavori che però risultano sospesi da mesi per una sorta di stasi del Provveditorato competente, nonostante i ripetuti solleciti della Direzione. Una volta ultimato, questo campo da calcio permetterebbe finalmente ai detenuti di avere un luogo all'aperto di sfogo e convivialità, considerato che esiste una enorme palestra, ma questa è ormai in disuso da circa 10 anni e al momento ogni progetto di recupero risulta lontano». L'inchiesta di Milano potrebbe non agevolare la ripresa dei lavori al campo.
La denuncia del Provveditorato
Nel mirino ci sono 11 appalti che riguardano anche altri cinque carceri lombarde. Il 5 giugno 2024 il Provveditorato denunciò Caliendo, poi rimosso dall'incarico di direzione dei lavori, ed altri dell'ufficio contabilità, dopo che era arrivata una mail alla segreteria che in apparenza proveniva dalla Lucon Sport e che riguardava le «onerose richieste» dell'ingegnere per i lavori per il campo a Torre del Gallo. Nella mail si parlava di «pranzi e i regali offerti» a lui che non sarebbero stati «sufficienti a chiudere un lavoro così semplice». Tra gli indagati, ma per l'accusa di falso, ci sono anche Roberto Lucon, di Novara, rappresentante legale di una delle società appaltatrici, la Lucon Sport, e Enrico Trocino, di Messina, responsabile unico del procedimento per le opere del campo di calcio nel carcere di Como ed ex funzionario del Provveditorato lombardo del Dap. Le perquisizioni hanno toccato anche persone non indagate. —