Per Roberto Silvestro il titolo mondiale da capitano dell’Italia: «Finale emozionante»
MONTALTO DORA. La terra spagnola continua a regalare soddisfazioni ai colori azzurri dell’Italia. A distanza di ben quarantatré anni di distanza dal Mundial di calcio dell'Italia di Bearzot (1982), fatte ovviamente le dovute proporzioni, ora l'Italia conquista un bel successo in terra iberica nel calciobalilla paralimpico, in occasione dei mondiali di Saragozza. A festeggiare c’è anche un canavesano, Roberto Silvestro, cinquant’anni di Montalto Dora che, con i gradi di capitano della selezione italiana lo scorso venerdì, 27 giugno, si è laureato con la squadra italiana campione del mondo battendo in finale 31-29 il Belgio.
Titolo che l’eporediese aveva peraltro già conquistato nel 2013, ai Mondiali disputati a Nantes. Questa volta però è stata un'emozione molto particolare, come spiega Silvestro: «Siamo molto contenti del successo, maturato al termine di una finale al cardiopalma. Contro il Belgio – racconta Silvestro – siamo partiti molto bene, portandoci subito avanti di sette gol, poi però, sul punteggio di 9-2 abbiamo concesso qualcosa agli avversari che si sono sempre più avvicinati, ma siamo sempre riusciti a mantenere il vantaggio. Nel finale abbiamo subito il pareggio sul 29-29. Ricordo che da regolamento la partita finisce ai 30, ma come succede in altri sport è necessario avere due punti, in questo caso gol, di vantaggio. Una doppietta di Luigi Iannone ci ha permesso di tornare nuovamente a condurre di due gol e vincere il titolo per la grande soddisfazione di tutta la spedizione azzurra, a cominciare dal presidente della Federazione (Fpicb) Francesco Bonanno, del coach Michele Nasti e dei giocatori Luigi Iannone, Domenico Smario, Daniele Riga, Paolo De Florio e Francesco Perin», spiega Silvestro.
Da capitano Silvestro non ha giocato, ma non ha mai smesso di incitare i suoi compagni di squadra, dimostrando una volta di più la propria leadership: «Ho iniziato a praticare questo sport nel 2012 a Ciriè, giocando all'inizio in porta e in difesa e poi passando anche all'attacco e da allora mi ha sempre più appassionato, sono diventato capitano della nazionale italiana e adoro incitare i miei compagni. In questo sport la concentrazione è fondamentale, ma ancor di più conta la testa, senza trascurare le braccia – spiega Silvestro –. Siamo già concentrati sui prossimi impegni. A fine settembre ci saranno i campionati italiani a squadre di Jesolo e a metà ottobre a Rovigo, sempre per gli assoluti italiani, nelle prove del doppio e singolo. Per prepararmi l'unica strada è giocare, come ho fatto anche due settimane fa, in occasione della festa dello sport a Montalto Dora, dove sono arrivato secondo in coppia con Federico Bonesoli», spiega Silvestro.
Pluricampione italiano e mondiale, Silvestro ha come autentici talismani la sorella Elena e la nipote Giulia, che lo accompagnano a ogni gara e ne seguono le gesta, oltre al concittadino René Enriello, che ne applaude ogni vittoria, come del resto fa con grande onore e orgoglio anche il sindaco Renzo Galletto. In occasione della conquista del titolo mondiale infatti, a nome di tutta la comunità montaltese, ha regalato a Silvestro un gagliardetto di Montalto e una pergamena raffigurante il castello di Montalto, come racconta: «Va apprezzato prima l'uomo e poi l'atleta, per tutti noi è un grande motivo di orgoglio poter avere un campione del mondo, il quale se è diventato tale è dovuto a tanta determinazione, forza di volontà ed abnegazione nel dimostrare che nulla può impedire di raggiungere i nostri sogni – conclude Galletto –. Silvestro è un esempio da ammirare».