Ivrea, cambia la ditta di manutenzioni degli ascensori
IVREA. Era uno dei mantra dell’assessore Massimo Fresc, ogni volta che si verificava uno dei numerosi guasti agli ascensori cittadini. «Sono troppo importanti per noi, dobbiamo rivedere il contratto con la ditta delle manutenzioni», ha detto più volte alla Sentinella. Le ditte delle manutenzioni, in realtà. Perché fino allo scorso 30 giugno c’era un’azienda che curava la manutenzione ordinaria e una che interveniva per i guasti. Un delirio, insomma. «È vero che il nostro patrimonio è vetusto – spiega l’assessore Massimo Fresc –, ma in precedenza abbiamo aspettato troppo quando c’era un guasto per reperire i pezzi. Gli uffici hanno già avuto alcune interlocuzioni con la ditta a cui abbiamo deciso di affidare il servizio e le risposte ci sono sempre sembrate pronte. Poi, il fatto che sia una ditta di Biella, dunque vicina, sicuramente facilita il dialogo». La ditta in questione è la Dama di Biella, a cui il servizio è stato appaltato in affidamento diretto, perché l’importo totale, iva esclusa, è di poco inferiore ai 140mila euro. Con l’Iva si raggiungono i 173mila euro.
Le cronache raccontano di continui vandalismi agli ascensori, in particolare ai tre della stazione (due sul lato Movicentro, uno dei quali scende al parcheggio e uno sul lato corso Nigra) di gestione comunale (quello che scende ai binari è Rfi), che scontano già alcuni problemi strutturali. Problemi che si acuiscono nel caso dell’ospedale: qui i due ascensori – con il raddoppio che si è reso necessario proprio perché il primo era spesso fuori uso – sopperiscono, di fatto, all’assenza di parcheggi in piazza della Credenza. Impensabile fare senza: sarebbe una barriera architettonica troppo grande per i disabili. Infatti quando le riparazioni si sono protratte troppo a lungo si è resa necessaria una navetta da via Amedeo di Castellamonte fino in ospedale.
Per quanto riguarda gli ascensori della stazione, invece, come non ricordare della signora 79enne rimasta intrappolata e svenuta a dicembre in quello di corso Nigra? Avendo difficoltà a fare le scale e utilizzando una stampella per aiutarsi, la donna, una volta preso l’ascensore e si è trovata bloccata al suo interno, senza più possibilità di scendere né salire. A dimostrazione però che quando le cose vanno male possono sempre peggiorare, a questo punto le luci si sono spente all’interno dell’ascensore: la donna, presa dal panico e dalla claustrofobia, ha cercato di aprire le porte premendo ripetutamente i tasti della cabina e tentando di farsi sentire dall’esterno battendo con la stampella sulle parti metalliche dell’ascensore. Alla fine, a causa del grande spavento, la donna è così svenuta all’interno dell’abitacolo. Qui poi è stata ritrovata per caso da due altre persone, che hanno avvisato i soccorsi. Il consigliere dell’associazione Sclerosi multipla canavesana, Ivan Doretto, aveva segnalato che anche la semplice rottura della pulsantiera era da considerarsi una barriera archiettonica. Perché in quel caso, le persone in sedia a rotelle, dipendono dalla volontà di qualcuno che li chiama dal piano superiore. Tutte questioni di cui Fresc è consapevole. «Non crediamo - spiega -, che la nuova ditta abbia la bacchetta magica, purtroppo i nostri impianti hanno tanti problemi. Però siamo convinti che una maggiore celerità d’intervento possa aiutare. Speriamo che sia così». L’affidamento è triennale, fino al 2028 e contempla tutti e 12 gli ascensori comunali.