Vigevano, riti antichi e reading poetico sulla lotta al colonialismo
VIGEVANO. L’estate al Museo Archeologico della Lomellina prosegue con tre eventi in programma nel mese di luglio. Si comincia sabato prossimo, 5 luglio, con «Frammenti di...Giove prima di Zeus» (ore 11), visita guidata a cura dell’archeologa Claudia Tomaselli, che farà scoprire riti, tradizioni religiose arcaiche, culto e superstizioni, spiegando cos’era il sacro per i romani, adoratori di Giove, prima del pantheon delle divinità greche. Domenica 6 luglio, ingresso gratuito, nell’ambito dell’iniziativa su scala nazionale di ogni prima domenica del mese. Sabato 12 luglio, sempre alle 11, «Intrecci. La lingua è un tamburo», reading poetico che affronta temi come l’oppressione coloniale, la lotta per la libertà e il potere femminile con denuncia e speranza; Opal Palmer Adisa, giamaicana, intreccia storia e cultura per raccontare le complessità e le meraviglie della vita.
Il patrimonio locale
Il Museo Archeologico raccoglie reperti di diverse epoche provenienti dal territorio lomellino: si trova in piazza Ducale a Vigevano, nel complesso del castello Sforzesco. Nato con l’obiettivo di raccogliere il patrimonio archeologico locale, prima disperso in piccole realtà espositive e in magazzini della Soprintendenza, e di favorirne la fruizione da parte di un vasto pubblico, è ospitato negli spazi della cosiddetta “terza scuderia” del castello e nelle sale annesse. La sua creazione è avvenuta in tappe successive: inaugurato nel 1998, con un primo allestimento degli spazi, è stato ampliato nel 2006 con altre tre sale e nel 2018 con l’apertura del salone a lato della scuderia.
Il percorso espositivo si snoda in ordine cronologico. La sala I ospita la documentazione relativa all’età preistorica e protostorica. La seconda sala espone i corredi funerari di età romana (fine I secolo avanti Cristo–II secolo dopo Cristo). La terza sala espone oggetti relativi agli abitati e alla vita quotidiana, mentre la quarta raccoglie manufatti di epoca tardo antica e altomedioevale (III – VII secolo d.C.). L’ultima sala, infine ospita, dal febbraio 2023, l’esposizione completa della Collezione Strada, acquisita dal Ministero della Cultura grazie a un provvedimento di “esproprio per ragioni di pubblica utilità“.