Telefonata Trump-Putin sull’Ucraina. Venerdì il colloquio tra il presidente Usa e Zelensky dopo lo stop alle armi
Lo hanno annunciato con due messaggi stringati pochi minuti prima di alzare la cornetta: alle 16 italiane è iniziata la chiamata tra Donald Trump e Vladimir Putin sull’Ucraina, dopo l’annuncio della Casa Bianca sullo stop alla fornitura di alcuni armi cruciali per la difesa di Kiev dagli attacchi russi. “Oggi parlerò con il presidente americano e sicuramente gli suggerirò di utilizzare questo materiale per promuoverlo sul mercato americano”, ha detto Putin, citato dalla Tass, visitando una esposizione di prodotti russi. Mentre il tycoon americano si è limitato a scrivere sui suoi profili social: “Parlerò con il presidente russo Putin alle 10. Grazie!”.
Il colloquio tra i leader di Mosca e di Washington arriva 24 ore prima di quello tra il capo della Casa Bianca e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che certamente chiederà a Trump il perché della decisione di tagliare le forniture di armi al suo Paese. Una domanda che sembra avere una sola risposta: falliti i tentativi di trovare una soluzione diplomatica al conflitto, il tycoon prova ad accelerare il processo verso un tavolo negoziale penalizzando una delle due parti. In questo senso decisa avanzata russa in estate potrebbe convincere Putin ad aprire un canale di dialogo con Kiev, forte della sua posizione sul campo, mentre la mancanza di una copertura fondamentale come quella americana costringerebbe Zelensky a cedere a condizioni fino a oggi considerate inaccettabili.
“Naturalmente noi contiamo sulla continuazione del sostegno americano. Ci sono alcune cose che l’Europa non ha per adesso, specialmente se parliamo dei missili Patriot, dei sistemi” per la difesa aerea. “Questo è cruciale”, ha detto il presidente ucraino in conferenza stampa ad Aarhus, in Danimarca, per l’avvio della presidenza danese del Consiglio Ue. E parlando della telefonata Trump-Putin ha detto: “Non so se possono avere molte idee in comune, Putin e Trump sono persone diverse. Noi siamo pronti a incontri in ogni format, ma in Russia decide solo Putin, per questo serve un vertice al più alto livello”, ha aggiunto.
La strategia di Trump non è condivisa in Europa, come ha chiarito – sempre da Aarhus – la presidente della Commissione Ursula von der Leyen: lo stop alle armi Usa “è un chiaro segnale per aumentare i nostri sforzi nel sostegno all’Ucraina, non solo a livello Ue ma a livello europeo”, ha detto. “Se gli Usa hanno deciso così, sarà un serio ostacolo per l’Ue e la Nato. Noi speriamo che la partnership con Kiev continui”, ha aggiunto la premier danese Mette Frederiksen, presidente di turno dell’Unione.
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