Voghera, protesta dei tassisti per la sosta selvaggia davanti alla stazione
Voghera. «Sosta selvaggia, sempre più difficile fare il nostro lavoro davanti alla stazione ferroviaria»: è lo sfogo di uno dei nove tassisti che operano in una delle zone più “calde” (per tanti motivi) della città. In presa diretta si capisce subito quale sia il problema che quotidianamente assilla i tassisti vogheresi: auto e furgoni anche in doppia fila sistemati proprio là dove, per diritto riconosciuto, dovrebbero muoversi i taxi. Invece, ci sono quasi sempre auto e furgoni. In attesa di chi scende dai treni o lasciati per averne accompagnati altri. I tassisti sono esasperati da questa situazione che continua da anni e, adesso, si fanno sentire, chiedendo di restare anonimi. Ma il loro problema ha un nome e un cognome: sosta selvaggia.
«È capitato alle nostre colleghe – dice uno di loro –, sono state insultate pesantemente solo per aver fatto notare che erano stati occupate le corsie destinate ai taxi». E i commenti si fanno acidi: «Vorrei proprio vedere se qualcuno si coricasse sulla loro scrivania o comunque occupando il loro spazio di lavoro, giustificandosi con: è solo per qualche minuto» . L’appello, che si fa protesta, è per avere più controlli da parte della polizia locale. Tempo fa l’amministrazione aveva garantito la presenza di una pattuglia nelle ore più delicate dell’arrivo dei pendolari. Ma l’occupazione abusiva non ha orari e per i tassisti il disagio si fa davvero sentire.
C’è amarezza: «Si convive con gli altri problemi dell’area – prosegue un tassista –, ma questo tocca da vicino il nostro lavoro». Bivacchi, il sospetto di episodi di spaccio, incursioni vandaliche nell’autoporto (con lo scasso dei locali del museo ferroviario): l’elenco dei mali cronici del piazzale stazione è noto da tempo. C’è chi in consiglio comunale (il gruppo dell’Udc) aveva chiesto alla giunta di ripristinare la garitta con un agente di polizia locale. — F.G.